Arte contemporanea al Museo Archeologico: Ferrara apre una stagione tra sogno, fotografia e labirinti
I Musei Nazionali di Ferrara presentano la nuova stagione di mostre di arte contemporanea 2026 del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
I Musei Nazionali di Ferrara presentano la nuova stagione di mostre di arte contemporanea 2026 del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
Dal 5 al 7 giugno l’artista presenta il libro-installazione “Tramas: Materia, Memoria e Presagio”. Un percorso immersivo tra immagini, suoni e riflessioni sul rapporto tra intelligenza artificiale, linguaggio e identità umana
A realizzarlo è Roberto Lucchi, conosciuto per aver creato cappelli su misura per artisti e personalità del calibro di Andrea Bocelli, Alice Cooper, J-Ax, Le Vibrazioni, Johnny Depp e Tim Burton
Passeggiate ecologiche, cura del verde, lotta allo spreco alimentare e supporto alla raccolta differenziata: sei città coinvolte nel progetto di Live Nation e Coop Alleanza 3.0
Fiori nella bocca del cannone di piazza Castello, una bandiera della pace legata al monumento e la lettura degli articoli della Costituzione. Si è svolto questa mattina - non senza tensioni - il presidio promosso da Rete Pace Ferrara in occasione della Festa della Repubblica
C’è un filo invisibile che unisce il silenzio solenne di un teatro storico alla vibrazione elettrica di un parco urbano sotto le stelle. C’è una nota lunga, continua, che attraversa i secoli e che a Ferrara non ha mai smesso di suonare. Il 5 e 6 giugno, quel filo si trasformerà in una scossa di pura energia: il doppio concerto di Vasco Rossi al Parco Urbano Giorgio Bassani non è solo l’evento dell’anno, ma l’ennesima conferma di un destino scritto nelle pietre di questa città. Ferrara non ospita la musica. Ferrara è musica. La residenza ideale di ogni accordo, il palcoscenico naturale dove il grande rock di oggi dialoga con la grande classica di ieri.
Se oggi il mondo intero può scrivere, leggere e tramandare la musica, lo deve a un angolo straordinario della provincia ferrarese. Dobbiamo viaggiare indietro nel tempo di ben mille anni, fin dentro le mura medievali dell’Abbazia di Pomposa. È qui che il geniale frate benedettino Guido Monaco (noto anche come Guido d’Arezzo) visse e concepì la più grande rivoluzione della storia musicale occidentale. Stanco di vedere i monaci faticare a ricordare a memoria i canti gregoriani, Guido inventò il tetragramma (il nonno del nostro pentagramma) e diede il nome alle note musicali – Ut, Re, Mi, Fa, Sol, La – traendole dalle prime sillabe dell’inno a San Giovanni Battista. Una rivoluzione assoluta che scatenò persino le invidie dei confratelli, ma che cambiò per sempre l’umanità. La culla delle note è qui, tra il Po e il mare, e da quel momento Ferrara non ha mai smesso di essere un faro acustico.
Quella scintilla medievale divenne un incendio culturale sotto i duchi d’Este. Nel tardo Rinascimento, Ferrara si impose come la capitale europea dell’avanguardia sonora. È tra le mura del Castello Estense che nacque il leggendario Concerto delle Dame (noto anche come Concerto delle Donne). Alfonso II d’Este riunì un gruppo di donne dal talento vocale e strumentale strabiliante per farlo esibire esclusivamente all’interno della “Musica Secreta” o “Concerto secreto”, una serie di concerti quotidiani rigorosamente privati e blindati, riservati a una cerchia ristrettissima di sovrani e intellettuali meravigliati. Per la prima volta nella storia, le donne non erano più solo spettatrici o dilettanti, ma virtuose professioniste acclamate in tutta Europa. Ferrara, già allora, inventava lo sbalordimento del sintonizzarsi su qualcosa di unico.
Per capire come si sia arrivati alle centoventimila anime attese per il Komandante, bisogna riavvolgere il nastro della memoria fino alla fine degli anni ’80. C’è un momento esatto in cui Ferrara ha riscoperto la sua vocazione monumentale per le sette note: la venuta di Claudio Abbado con i Berliner Philharmoniker al Teatro Comunale. Non fu solo un concerto evento, ma un vero rinascimento culturale che portò alla nascita di Ferrara Musica. Memorabili restano gli anni della Chamber Orchestra of Europe, capaci di mescolare il rigore della classica all’estro popolare, come quando sul palco, accanto ad Abbado, salì un travolgente Roberto Benigni a dar voce a Pierino e il lupo di Prokofiev. Ferrara dimostrò al mondo che la grande musica non era un oggetto da museo, ma materia viva, pulsante, accessibile a tutti.
Dalle poltrone di velluto del teatro, la musica ha poi trovato una nuova, suggestiva casa all’aperto. La rassegna Ferrara Sotto le Stelle ha trasformato Piazza Castello e il cortile del Castello estense in un tempio della musica leggera e dell’avanguardia internazionale. Chi c’era non potrà mai dimenticare il passaggio di leggende come Bob Dylan e David Byrne, o le calde notti estensi illuminate dai più grandi cantautori della nostra scuderia. Contemporaneamente, anche gli spazi al chiuso vibravano di storia. Il Palasport di piazzale Azzurri d’Italia è stato testimone di passaggi d’epoca memorabili: fu lì che risuonarono le poesie dell’ultima, straziante e meravigliosa tournée di Fabrizio De André con Anime salve, ed è su quello stesso pavimento che, qualche anno dopo, una già consacrata Elisa portò tutta la potenza e l’eleganza di un suo trionfale tour nei palazzetti, regalando una serata di pura magia acustica. Oggi quella stessa fame di concerti vive e si rinnova nel Ferrara Summer Festival, capace di portare in piazza Trento e Trieste e in piazza Ariostea le sonorità contemporanee assieme a quelle più popolari e trasversali, dimostrando che la città sa parlare a ogni generazione senza perdere un briciolo del suo antico fascino.
Ma Ferrara non è solo grandi palcoscenici transennati. Per decenni, la città ha spalancato le sue porte, le sue piazze e i suoi vicoli medievali alla musica più orizzontale e democratica che esista. Il Ferrara Buskers Festival ha inventato un modo nuovo di vivere lo spazio urbano, diventando un punto di riferimento e un successo di portata mondiale. Per alcuni giorni all’anno, in agosto, la città si trasforma in una Babele di suoni, dove il pubblico cammina a un centimetro dagli artisti, respirando l’essenza stessa della libertà acustica.
Questa ospitalità eccezionale non è un caso: Ferrara la musica ce l’ha nel sangue, nel Dna di chi nasce tra le mura estensi e le nebbie del Po. È la terra che ha cresciuto e formato musicisti dalla carriera strepitosa, colonne portanti della storia musicale italiana. Pensiamo alle bacchette leggendarie di Ellade Bandini, il batterista che ha dettato il tempo a Fabrizio De André, Francesco Guccini e Mina. O al basso immenso di Ares Tavolazzi, che con gli Area ha riscritto le regole del jazz-rock internazionale ed è un orgoglio ferrarese doc. Accanto a loro, la città ricorda la voce eterna e magnetica di Milva, la “Pantera di Goro”, cresciuta in provincia prima di conquistare i palchi di tutto il mondo. E andando alle radici stesse della musica, non va mai dimenticato che qui, nel Rinascimento, nacque il genio barocco di Girolamo Frescobaldi, punto di riferimento della musica polifonica europea a cui oggi è giustamente dedicato il Conservatorio cittadino.
E così si arriva ai giorni nostri, in quel Parco Urbano Giorgio Bassani che si prepara all’invasione pacifica del popolo del rock. Un prato immenso che ha già conosciuto la leggenda: è qui che, nel maggio del 2023, Bruce Springsteen and The E Street Band tennero un concerto epico e indimenticabile, che ha portato a Ferrara oltre 50.000 fan, inserendo Ferrara nella mappa mondiale dei grandi eventi live.
E mentre il Parco Bassani si prepara ad accogliere la marea umana per Vasco Rossi, si capisce che questo doppio live non è un evento isolato, ma l’evoluzione naturale di una storia lunghissima. Dagli spartiti di Abbado alle chitarre distorte del rock, Ferrara continua a fare quello che le riesce meglio da secoli: aprire le braccia, accendere i fari e lasciare che la musica prenda il comando.
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