Attualità
2 Giugno 2026
Una targa in onore della storica infermiera ferrarese celebra il valore della precisione clinica unita alla profonda umanità nel rapporto con il paziente

Il servizio Trasfusionale di Cona intitola un ambulatorio alla memoria di Roberta Roncagli

di Redazione | 3 min

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Una targa per ricordare la “Robertina del Trasfusionale” è stata scoperta giovedì 28 maggio proprio nel luogo di lavoro, il Servizio di Immunoematologia e Trasfusionale, che ha accompagnato per molti anni la vita professionale di Roberta Roncagli.

Un gesto che ha voluto omaggiare la memoria della professionista, mancata all’affetto dei suoi cari alla fine dello scorso anno. A prendere il suo nome è stato l’ambulatorio di Aferesi (procedura che permette la separazione dei componenti del sangue attraverso l’utilizzo di una centrifuga o di filtri) del Servizio diretto dal dott. Gianluca Lodi. “Ora questo luogo – commenta il direttore – porta ufficialmente il nome della storica amica ed infermiera, scomparsa dopo una lunga malattia. L’iniziativa, fortemente voluta da tutti noi, sancisce un riconoscimento formale a una professionista che ha rappresentato un pilastro dell’Unità Operativa, prima nella sede storica di Corso Giovecca e successivamente nel polo ospedaliero di Cona, coniugando competenze tecniche e una naturale predisposizione all’ascolto”.

La figura di Roberta Roncagli è stata ricordata per la sua determinazione e per una precisione professionale definita dai colleghi quasi maniacale, doti essenziali in un ambiente sanitario dove l’accuratezza dei protocolli deve procedere di pari passo con l’umanità. Nota per la sua disponibilità verso i pazienti e il personale, Roncagli era una figura di riferimento capace di risolvere le criticità attraverso un dialogo pacato e una presenza costante, seppur discreta.

Il suo impegno professionale si intrecciava con una partecipazione attiva alla vita della comunità ferrarese. Attrice dialettale spontanea e regista presso il Teatro di Copparo, Roberta ha calcato le scene con la stessa passione con cui affrontava le sfide sportive, come la partecipazione alla Maratona di New York, un traguardo raggiunto con costanza e determinazione. Anche durante il periodo della malattia ha mantenuto un approccio altruista, continuando a preoccuparsi del benessere di chi la circondava.

L’intitolazione dell’area dedicata all’Aferesi intende mantenere vivo l’esempio di una professionista che, citando l’ispirazione pirandelliana richiamata durante la cerimonia, ha saputo essere per il Servizio Trasfusionale di Ferrara “una e centomila”, lasciando un’impronta indelebile nella storia sanitaria del territorio

“Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per l’iniziativa odierna – ha dichiarato il marito, Matteo Gargano -, un gesto di grande valore simbolico che, ne sono certo, Roberta avrebbe apprezzato immensamente. Mia moglie ed io siamo stati sposati dal 1991 e insieme abbiamo affrontato undici lunghi anni di sofferenza, durante i quali abbiamo trovato nell’Ospedale Sant’Anna non solo cure, ma una vera comunità. Il mio ringraziamento più sincero va a tutto il personale del Reparto Trasfusionale, con una menzione speciale per il dottor Lodi e per il dottor Caltavuro. Estendo la mia riconoscenza anche al servizio di assistenza spirituale e a tutti coloro che, a vario titolo, ci sono stati vicini in questo percorso. Vedere oggi questo riconoscimento mi rende felice e mi piace pensare che Roberta, da lassù, stia condividendo con noi questo momento di memoria e speranza”.

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