Argenta. Torna al centro del dibattito politico argentano la decisione del Comune di uscire da Acer, l’ente che gestisce le case popolari in Emilia-Romagna. A intervenire è il capogruppo di Fratelli d’Italia ad Argenta, Nicola Fanini, che in una nota esprime forti perplessità sulla scelta dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Baldini.
“La vicenda merita qualche riflessione in più, se non altro per i motivi sollevati dal Comune a sostegno dell’uscita da Acer”, afferma Fanini, contestando in particolare le motivazioni legate alla mancata assegnazione del 30% degli alloggi conferiti. Secondo il consigliere, si tratta di “una percentuale peraltro in linea con i numeri di Portomaggiore e Ostellato”.
Fanini punta poi il dito sulle risorse investite dal Comune per la manutenzione del patrimonio immobiliare pubblico. “Tra il 2019 e il 2025, Argenta ha contribuito per la manutenzione degli immobili con soli 42.000 euro, una cifra irrisoria se si pensa che tale somma è da suddividere per circa 460 alloggi”, sottolinea, mettendo a confronto il dato con quello di Portomaggiore, che “nello stesso periodo ha contribuito con 64.000 euro pur avendo conferito circa 200 abitazioni in meno”.
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, il tema centrale riguarda però l’isolamento gestionale che deriverebbe dalla scelta dell’amministrazione. “Su oltre 300 comuni in tutta l’Emilia-Romagna, quello di Argenta è l’unico ad aver deciso di internalizzare completamente il servizio case, e uno dei pochissimi ad averlo escluso da Acer”, evidenzia Fanini. Una situazione che, secondo il consigliere, “ci pone in una situazione di assoluto isolamento il che, come è ovvio, non è mai un elemento positivo, specie per un territorio come il nostro”.
Fanini mette inoltre in dubbio la capacità organizzativa della futura gestione comunale. “Ignorare che la capacità gestionale di Acer, anche e soprattutto grazie al know-how maturato negli anni, è decisamente superiore rispetto all’organico indicato per la gestione in economia proposta, che ricordiamo contare solamente un dirigente, 2 funzionari, un tecnico e un amministrativo, vuol dire non guardare in faccia alla realtà”.
Nel mirino del consigliere anche la possibilità di future esternalizzazioni del servizio: “Sempre che l’intenzione non sia poi quella di esternalizzare con un evidente aggravio sulle casse comunali”.
Nel finale della nota, Fanini richiama anche le prese di posizione sindacali delle ultime settimane. “Si sono espressi anche Cgil, Cisl e Uil contro la narrazione semplicistica portata avanti dall’amministrazione comunale”, osserva, accusando la giunta di scaricare responsabilità condivise: “Il sindaco Baldini lamenta scelte gestionali di cui anche il Comune è parte avendole condivise”.
Da qui l’affondo politico conclusivo: “L’atteggiamento di scaricare il barile non è nuovo nell’agire di questa amministrazione, ma argomenti delicati come quello della gestione degli immobili di residenza pubblica andrebbero trattati con maggior pragmatismo”. E conclude: “Ancora una volta si è assistito ad un tentativo di gettare fumo negli occhi, forse per coprire altri aspetti di una giunta che mette al primo posto l’interesse di parte, e non quello dei cittadini”.
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