Una frode informatica da 15mila euro ai danni di un giovane ferrarese di 20 anni. È l’accusa contestata a un 49enne e a una 48enne di Ponticelli, quartiere di Napoli, entrambi finiti a processo davanti al tribunale di Ferrara dopo l’attività di indagine della Procura di Bologna.
I fatti risalgono al 10 ottobre 2022 quando, secondo la ricostruzione del pm Luca Venturi, i due imputati – insieme ad altri complici non identificati – sarebbero riusciti ad accedere abusivamente al sistema informatico collegato alla carta Postepay Evolution del giovane ferrarese.
Tutto sarebbe iniziato con l’invio di un sms sulla propria utenza telefonica da PosteInfo contenente un link che lo avvisava di un accesso sospetto da un altro cellulare
e che lo invitava a cliccarci sopra per verificare la propria identità.
Dopo aver cliccato, il ragazzo avrebbe quindi inserito il proprio nome, cognome e codice fiscale su una pagina apparentemente riconducibile a Poste Italiane, ricevendo contestualmente l’avviso che sarebbe stato immediatamente contattato telefonicamente da un operatore.
Poco dopo, infatti, sarebbe arrivata la chiamata di un sedicente operatore di Poste Italiane, che lo avrebbe convinto del fatto che un malintenzionato stesse tentando di effettuare operazioni sospette dal conto a lui intestato verso piattaforme di criptovalute estere.
Grazie a questo stratagemma, gli imputati sarebbero così riusciti a indurre la vittima ad autorizzare, tramite App Postepay, due addebiti rispettivamente da 8.017 e 6.980 euro a loro favore, sottraendogli complessivamente quasi 15mila euro.
A rendere il raggiro ancora più credibile sarebbe stato il presunto operatore, che due giorni più tardi, il 12 ottobre, avrebbe dato appuntamento al giovane all’ufficio postale di via Mortara, sostenendo che lì avrebbe ricevuto un nuovo numero di conto e un nuovo Iban sui quali sarebbero già state trasferite le somme versate.
In realtà, una volta arrivato allo sportello, il 24enne venne avvisato dai funzionari di essere stato vittima di una truffa. Fu in quel momento che comprese di aver inserito i propri dati su una pagina clone di Poste Italiane. Da lì la denuncia alla Polizia Postale.
Il giovane ferrarese, che oggi ha 24 anni, è oggi intenzionato – tramite il proprio legale, l’avvocato Flavio Cattabriga – a costituirsi parte civile, dopo aver tentato, senza riuscirci, di ottenere il rimborso col coinvolgimento dell’Arbitro Bancario Finanziario: “All’epoca dei fatti, nel 2022, ero un ragazzo di appena vent’anni. Ritrovarsi a quell’età privati improvvisamente di una cifra così importante, accumulata con sacrifici, è stato un vero e proprio trauma. Sono rimasto profondamente scosso. Nei mesi e negli anni successivi, questo episodio mi ha logorato dentro, provocandomi uno stato di forte depressione e un’ansia persistente legata al mio futuro economico. Ci si sente incredibilmente vulnerabili, violati nella propria quotidianità e, purtroppo, spesso anche giudicati o abbandonati a se stessi“.
Il processo tornerà in aula il 26 giugno.
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