Preoccupazione, dubbi e richiesta di confronto pubblico. È il contenuto dell’intervento diffuso dai genitori dei servizi educativi 0-6 del Comune di Ferrara, che nelle scorse ore si sono riuniti in assemblea nella sede della Cgil per discutere della profonda riorganizzazione prevista per nidi e scuole dell’infanzia comunali.
Al centro della contestazione c’è il Documento unico di programmazione 2026, con cui l’Amministrazione comunale ha annunciato il passaggio dall’attuale sistema di appalto a un modello di concessione a soggetti privati per diversi plessi storici cittadini, tra cui Pacinotti, Margherite, Salice, Ponte e Jovine, oltre alle nuove strutture finanziate dal Pnrr come Coronella, Quartesana, G. Rossa e l’ampliamento del nido Girasoli.
Secondo i genitori, “non si tratta di un semplice dettaglio burocratico”, perché la concessione “trasferisce al privato la gestione totale del servizio e il relativo rischio d’impresa, includendo il personale, le manutenzioni e l’organizzazione educativa”.
Le famiglie esprimono forte preoccupazione sulle possibili conseguenze del nuovo assetto gestionale, soprattutto sul fronte occupazionale e della qualità educativa. Pur prendendo atto delle rassicurazioni del Comune sul mantenimento delle rette comunali, i genitori si chiedono “come un gestore privato possa assicurare il proprio equilibrio economico senza attivare logiche di risparmio che finirebbero per colpire la stabilità occupazionale, i tempi di sostituzione del personale e, in ultima analisi, la continuità didattica”.
Nel documento viene sottolineato anche il legame tra condizioni di lavoro e qualità dell’offerta formativa: “La qualità di un nido o di una scuola dell’infanzia è strettamente legata alle condizioni di lavoro di insegnanti ed educatrici; precarizzare il loro impiego significa ridurre la qualità dell’offerta formativa per i bambini”.
I genitori evidenziano inoltre il clima di incertezza generato dalla mancata pubblicazione dei bandi e dall’assenza di un confronto preventivo con famiglie e parti sociali, nonostante le iscrizioni per il prossimo anno scolastico siano già aperte. A questo si aggiungono criticità già presenti nei servizi a gestione diretta, come “il sovraccarico di lavoro e l’insufficienza delle ore di sostegno per i bambini con disabilità”.
Nel loro intervento, le famiglie ribadiscono una visione precisa del ruolo dell’istruzione pubblica: “Riteniamo che la scuola pubblica non possa essere trattata come un costo da comprimere, ma rappresenti un investimento strategico e un bene comune che appartiene a tutta la cittadinanza”.
Da qui la richiesta finale rivolta all’Amministrazione comunale: “Chiediamo pubblicamente l’apertura immediata di un tavolo di discussione trasparente che rimetta al centro i bisogni delle famiglie e la tutela dei diritti dei lavoratori, garantendo una forte regia pubblica e standard educativi elevati indipendentemente dal modello gestionale adottato”.
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