di Emanuele Gessi
Fari puntati sullo stabilimento Eurovo di Occhiobello, al confine con la provincia ferrarese. E in particolare sulle condizioni delle uova che lì dentro vengono lavorate per poi venire destinate a pasticcerie e ristoranti.
Uova che verrebbero trattate nonostante la presenza di muffa. Prodotti scaduti a cui verrebbe cambiata l’etichetta. Liquido d’uova nel quale sarebbero stati trovati una carcassa di gallina e topi.
A dedicarci un’inchiesta, intitolata “Liquido magico/La frittata”, è la trasmissione televisiva Report. Durante la puntata andata in onda nella serata del 24 maggio, la giornalista Giulia Innocenzi (con la collaborazione di Greta Orsi) ha guidato i telespettatori nel lato oscuro di quanto accadrebbe tra le pareti dello stabilimento di Occhiobello.
Una situazione che, si riferisce, ha portato 58 lavoratori dell’azienda a denunciare Eurovo. Un’azione giudiziaria, depositata al Tribunale di Rovigo, che vede come capofila il sindacalista Cobas Fulvio Di Giorgio.
Durante il servizio Innocenzi ha dato voce a un ex operaio della sede rodigina, che a volto coperto dichiara: “Erano uova sporche di deiezioni di galline. Addirittura sporche di sangue. Ma le uova venivano sgusciate lo stesso”. Al che la giornalista sottolinea l’alta probabilità che deiezioni e sangue finissero nel prodotto. Con un riso amaro, risponde l’ex operaio: “Quando viene pastorizzato, tutto diventa buono”.
Nella denuncia si legge che sarebbe stata utilizzata acqua non potabile, sporca e maleodorante per la produzione e la trasformazione. “Capitava che ci fossero prodotti scaduti da 4 o 5 giorni”, prosegue l’ex operaio. Alla domanda se gli sia stato chiesto di cambiare l’etichetta, risponde affermativo: “Succedeva tutti i giorni. Con un attrezzo tipo una pistola che sparava calore andavi a staccare l’etichetta e ci attaccavi sopra l’etichetta nuova”.
Nella denuncia, riferisce ancora Innocenzi, si dichiara che il “liquido d’uovo scaduto contenuto in delle bag (sacche, ndr) veniva svuotato e messo in una grande cisterna, mischiandolo con altro prodotto sano”.
Una contaminazione che non terminerebbe qui: “Tagliando le sacche con un taglierino poteva succedere che si rompesse un pezzo di guanto e finisse dentro (alla cisterna, ndr)”. E i pezzi di plastica finiti nel “liquido magico” sgomentano meno della testimonianza di “quella che sembra una carcassa di una gallina” rinvenuta all’interno della cisterna.
A rinforzo delle parole dell’uomo sono state mostrate delle immagini, ottenute in esclusiva dalla trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci, in cui si vede emergere dal liquido d’uova anche un topo. “Probabilmente – commenta la giornalista – era attratto dal cassone e ci è caduto, morendo soffocato”. “C’era una azienda – aggiunge l’ex operaio – che si occupava di derattizzazione, ma essendoci il mangimificio lì vicino era come invitarli al ristorante”.
Eurovo – azienda nata negli anni ’50 a gestione familiare e oggi leader nel settore con un fatturato di 1,2 miliardi all’anno – nega in blocco tutte le accuse portate a galla dalla trasmissione di Rai Tre. “Mette in dubbio – fa sapere Ranucci – la veridicità della documentazione”, e sostiene che le “uova sporche in caso di non conformità, sono scartate”.
L’acqua verrebbe potabilizzata nello stabilimento e sottoposta ad analisi periodiche. Mentre sulla “presenza di plastica, roditori o volatili” nel liquido, è “da imputare a sabotaggi volontari volti a danneggiare l’azienda ed il marchio”. Sul cambio delle etichette su prodotti scaduti, l’azienda non esclude l’errore umano, pur sottolineando che ovviamente non è ammesso.
È stata la stessa Report, lo scorso febbraio, a far esplodere il caso delle Fattorie Menesello, “l’allevamento di Simone Menesello, il presidente degli avicoltori per Confagricoltura”. Da quell’inchiesta emergevano condizioni particolarmente critiche: “Carcasse lasciate nelle gabbie, cumuli di animali morti lasciati nei corridoi e uova sporche di sangue e cosparse di feci”.
Ora, essendo Fattorie Menesello un fornitore di Eurovo, l’azienda con base a Occhiobello fa sapere di aver eseguito una ispezione negli allevamenti di Fattorie Menesello il giorno seguente al servizio televisivo. Un controllo dal quale “sono state riscontrate alcune irregolarità che sono state immediatamente formalizzate”.
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