Portomaggiore. È stata toccante e delicata, la cerimonia di intitolazione di un albero in memoria di Nour, la piccola alunna della scuola d’infanzia Nigrisoli di Portomaggiore che è venuta tristemente a mancare nel maggio 2024.
Il momento speciale, che si è tenuto nel giardino della scuola stessa, il 21 maggio scorso, ha raccolto una ampia partecipazione. Tutti volevano esserci, per esprimere il proprio sentimento di affetto in maniera intensa alla famiglia – anch’essa presente, e profondamente emozionata. Innanzitutto, non volevano mancare i bambini, sia quelli del Nigrisoli che quelli delle classi prima e seconda della scuola primaria Montessori, che con Nour hanno condiviso fianco a fianco una parte del percorso.
Dopo l’intervento toccante della referente di plesso Elisa Folletti, sono stati i bambini a tenere il nastro tricolore per il taglio simbolico durante la cerimonia. E a condividere i propri pensieri, come quello commovente con cui un bambino ha voluto ringraziare le maestre, dicendo: “Vi voglio bene, per quello che avete fatto”.
Poi c’erano i genitori, che riuniti in comitato hanno organizzato la donazione dell’albero, un liquidambar, accompagnato da una targa: “A Nour. Il suo nome significa luce. Aveva cinque e sentiva tutto. Le mani dei suoi amici, le loro voci, il mondo. Ogni autunno quest’albero si accende di rosso per lei, per ricordarci che era qui”.
Dunque il personale docente e non docente: il pediatra Zanforlin, le maestre e il dirigente scolastico Enrico Bertoli che con la voce rotta e gli occhi lucidi hanno tenuto le fila della cerimonia.
Fra i presenti anche il sindaco Dario Bernardi e la vicesindaca Francesca Molesini, che con delicatezza hanno voluto esprimere la propria vicinanza. Tutta la comunità portuense si è voluta stringere attorno alla famiglia di Nour con rispetto, vicinanza e gratitudine. “La giornata di oggi porta con sé – dichiara Molesini – tanti sentimenti. A questi bambini, a tutte le maestre, al comitato dei genitori, al dirigente e al nostro pediatra va il grande merito di continuare a farla vivere.”
“Sarà nostro compito – afferma Bertoli – prendersi cura del ricordo di Nour anche attraverso l’opera di cura di questa bella pianta, segno vivo e duraturo del ricordo che portiamo nel cuore”.
“Nour aveva cinque anni – ricordano commosse le insegnanti – e portava con sé qualcosa che non si dimentica. Una presenza, un modo di stare con gli altri che lascia il segno”.
“Questo momento – dice infine la famiglia – è molto emozionante e anche difficile. Nour era dolce, piena di sorrisi e di amore, e ogni giorno ci manca tantissimo. Oggi, quest’albero che è stato piantato nel suo nome per noi significa tanto, perché un albero continua a vivere, cresce nel tempo e rimane qui, insieme ai bambini”.
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