Un treno che attraversa il cielo trasportando demoni inviati sulla Terra, una storia d’amore tra un diavolo e una giovane donna, un universo sospeso tra surrealismo, ironia e metafisica: il Teatro Comunale di Ferrara presenta “Ferrovia sopraelevata”, racconto di Dino Buzzati con musica del ferrarese Luciano Chailly, in scena sabato 23 maggio alle ore 20 e domenica 24 maggio alle ore 16 e alle ore 20. L’Anteprima dell’opera si terrà nel Ridotto del Teatro e vedrà l’esecuzione della Toccata per archi di Chailly a cura dell’Orchestra a plettro “Gino Neri”.
Sabato l’introduzione con Prima della prima. Lo spettacolo è sponsorizzato da ENI, media partner Rai Radio 3 Classica, ed è una produzione del Teatro Comunale di Ferrara in collaborazione con il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara.
Opera singolare e raramente rappresentata, Ferrovia sopraelevata nasce dall’incontro tra due protagonisti del Novecento italiano: Dino Buzzati, scrittore, drammaturgo e giornalista tra le voci più originali della letteratura italiana del secolo scorso, e Luciano Chailly, compositore raffinato e sperimentatore capace di attraversare linguaggi musicali differenti, padre del direttore musicale del teatro alla Scala di Milano e dell’Orchestra del Festival di Lucerna.
Un sodalizio destinato a lasciare un segno importante nella produzione musicale italiana del dopoguerra. Inizialmente esitante, Chailly accettò la proposta di Buzzati riconoscendo immediatamente nella sua scrittura una straordinaria libertà immaginativa. Anni dopo definirà quell’incontro “il più importante della mia vita”, ricordando come il lavoro condiviso fosse nato dal desiderio comune di superare i confini tradizionali del teatro musicale. Il risultato fu un’opera difficilmente classificabile: non un’opera lirica nel senso convenzionale del termine, ma una “commedia musicale” , come la definiva lo stesso Chailly , in cui parola, azione scenica e musica si intrecciano in modo continuo e profondamente evocativo.
La storia. La vicenda si sviluppa in sei episodi, attraversando atmosfere oniriche e inquietanti. Max, giovane diavolo inviato sulla Terra per corrompere l’anima pura di Laura, finisce per innamorarsi di lei. Nel tentativo di salvarla e sottrarla agli inferi, rinuncia progressivamente alla propria natura demoniaca fino a compiere un sacrificio estremo. Intorno ai protagonisti si muove un universo fantastico popolato da demoni, angeli, vescovi, stazioni e treni che attraversano il cielo, in un racconto che riflette sulla fragilità umana, sul desiderio di redenzione e sulla possibilità della salvezza attraverso l’amore.
Un cast di primo livello. Sul podio salirà Federico Cavalieri alla guida dell’Orchestra del Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, affiancata dal Coro del Conservatorio preparato da Mauro Marchetti e dal Coro di voci bianche Piccoli Cantori di San Francesco diretto da Padre Orazio Bruno. La regia è firmata da Giovanni Dispenza, con luci di Marco Cazzola, costumi di Noemi Buffi e coreografie di Silvia Fioravanti. Nel cast: Greta Cognolato (soprano), Tobia Mantovani (baritono), Sofia Vecchioni (Speaker), Asia Minniti (Laura), Andrea Guerri (Max), Sebastiano Girardi (Basilisco), Stefania Gabriele (Diavolo Z), Alessia Gabbi (Diavolo Y / Anima), Mario Cucurnia (Padre / Anima), Alessandro Scali (Monsignore / Capotreno / Insetto), Alessandro Settimj (Messaggero / Chierichetto).
Debutto alla direzione. Federico Cavalieri, che dirigerà l’orchestra del Frescobaldi, è al suo debutto sul podio di un’opera: “Dirigere “Ferrovia soprelevata” è un privilegio e una grande responsabilità. Ci troviamo davanti ad una pagina originale del teatro musicale italiano del secondo Novecento. Luciano Chailly costruisce una partitura capace di trasformare ritmi e colori orchestrali in veri elementi drammaturgici; la musica non si limita ad accompagnare la scena, ma la amplifica generando un dialogo tra parola e suono. Sul piano letterario, per Dino Buzzati è fondamentale la presenza del narratore, che si rivolge direttamente al pubblico per chiarire ciò che accade sulla scena. A fronte di un’atmosfera legata al sovrannaturale e che affronta la dimensione interiore degli individui, gli autori hanno cercato di raggiungere l’intelligibilità complessiva dell’opera, grazie alla quale lo spettatore viene attirato all’interno della vicenda.”
Anteprima all’Opera. Trova spazio anche Anteprima all’opera, in programma il 23 maggio alle ore 20.00 e il 24 maggio alle ore 16.00 e 20.00 presso il Ridotto del Teatro, con l’esecuzione della Toccata per archi di Luciano Chailly, nella trascrizione e orchestrazione di Giorgio Rizzi, interpretata dall’Orchestra a plettro “Gino Neri” diretta da Pierclaudio Fei.
L’Orchestra “Gino Neri” ha un legame storico con la famiglia Rizzi, originaria di Bologna e trasferitasi a Ferrara. I fratelli Venusta (arpista titolare per decenni nell’Orchestra) e Giorgio, figli di un violoncellista e di un’arpista, dedicarono la loro vita alla musica. Giorgio Rizzi fu direttore e arrangiatore per l’Orchestra negli anni Sessanta e Settanta, valorizzando le sonorità degli strumenti a plettro. Le sue trascrizioni arricchiscono l’archivio della “Neri”. Rizzi ampliò il repertorio, portando l’Orchestra ad affrontare brani del Sei-Settecento (come le Antiche danze ed arie per liuto di Respighi), brani della tradizione locale (Cante Ferraresi) e composizioni contemporanee, come la Toccata per archi di Luciano Chailly, arrangiata da Rizzi negli anni ’60 e in programma per questa occasione.
Prima della prima. Appuntamento di approfondimento dedicato all’opera in programma sabato 23 maggio alle ore 19 presso il Ridotto del Teatro. L’incontro, riservato ai possessori del biglietto dello spettacolo, offrirà al pubblico strumenti di ascolto e lettura per entrare nell’universo poetico e musicale di Buzzati e Chailly, grazie a Riccardo Modestino che dialogherà con il direttore artistico del Comune di Ferrara, Marcello Corvino.
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