Tre patteggiamenti con pena sospesa: due a un anno e sei mesi e una a due anni. È l’accordo – che dovrà essere formalizzato nella prossima udienza – raggiunto ieri (mercoledì 20 maggio) mattina, per i tre giovani finiti a processo davanti al gup Marco Peraro del tribunale di Ferrara. Si tratta di un 20enne di nazionalità russa e di due italiani di 19 e 18 anni, accusati a vario titolo di tentata rapina aggravata, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi per aver derubato e aggredito con un coltello tre ragazzi di 28, 26 e 25 anni all’interno del parcheggio Diamanti di via Arianuova.
Il fatto risale alla nottata dello scorso 24 dicembre, quando due pattuglie dei carabinieri raggiunsero il luogo dell’aggressione dopo una segnalazione al 112 relativa al ferimento di un ragazzo di 28 anni. Lì, secondo la ricostruzione della Procura di Ferrara, pochi minuti prima, al termine di uno scambio di offese, i tre imputati avrebbero raggiunto gli altri tre giovani mentre stavano per salire a bordo delle loro automobili e, facendo uso di un coltello a farfalla impugnato dal più giovane della gang, il 18enne, avrebbero intimato loro di consegnare immediatamente il denaro sotto minaccia.
“Adesso che c’è il coltello non fate più i fighi”, “Adesso mi dai tutto quello che hai” e ancora “Dateci tutto quello che avete e vi lasceremo stare”: sarebbero queste le frasi pronunciate dai tre giovani prima che il 18enne passasse all’azione, sferrando un fendente alla schiena del 28enne. L’aggressione gli provocò una ferita lacero-contusa, giudicata dai sanitari guaribile in dieci giorni. Successivamente, secondo l’accusa, i tre avrebbero tentato di aprire le portiere delle auto nelle quali le vittime avevano trovato rifugio, senza però riuscirci grazie alla resistenza opposta dai tre giovani aggrediti.
Dopo aver richiesto l’intervento dei sanitari del 118, i carabinieri si misero sulle tracce degli aggressori. Poco distante, in via Leopardi, notarono un’auto che, alla vista della pattuglia, tentò di allontanarsi senza però riuscire a far perdere le proprie tracce. I militari riuscirono infatti a bloccare il veicolo. A bordo dell’auto furono identificati tre giovani di 20, 19 e 18 anni. In seguito a un’accurata perquisizione personale e veicolare, i carabinieri del 112 rinvennero un coltello ancora sporco di sangue e due dosi di hashish nelle tasche di uno dei ragazzi, successivamente segnalato alla Prefettura.
I tre giovani vennero infine formalmente riconosciuti dalle vittime e quindi arrestati.
Il 20enne di nazionalità russa (avvocati Filippo Maggi e Riccardo Caniato) e il 19enne italiano (avvocati Gianluca Bonazza e Gianluca Filippone) sono finiti a processo con l’accusa di tentata rapina aggravata e lesioni aggravate. La stessa accusa è stata avanzata pure nei confronti del 18enne italiano (avvocato Letizia Solazzi) a cui però è stata contestata anche l’accusa di porto abusivo di arma dal momento che aveva portato con sé, senza giustificato motivo e fuori dalle autorizzazioni di legge, un coltello a farfalla in metallo con una lama di 10 centimetri, poi utilizzato per ferire il rivale 28enne.
Per i primi due imputati è stato raggiunto un accordo per il patteggiamento a un anno e sei mesi, mentre il terzo ha concordato una pena di due anni. Proprio quest’ultimo, ieri, all’uscita dall’aula, ha chiesto scusa al 28enne ferito e ai suoi amici per quanto accaduto. La vicenda tornerà in tribunale tra un mese. L’avvocato del giovane accoltellato infatti, unica parte civile costituita nel procedimento, ha chiesto che la sospensione condizionale della pena venga concessa solo dopo il risarcimento del danno. Per questo il gup ha rinviato l’udienza al 24 giugno per formalizzare il patteggiamento.
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