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17 Maggio 2026
Dopo il titolo italiano del 2025, la squadra ferrarese si conferma ai vertici della ginnastica artistica maschile

La Pgf ancora sul podio d’Italia: argento tricolore nella finale scudetto di Bergamo

di Redazione | 5 min

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La Palestra Ginnastica Ferrara scrive ancora una pagina della sua storia, una pagina che potrebbe sembrare difficile raccontare dopo il successo tricolore dello scorso anno, ma non è così, perché è nella costanza che si vede la stabilità di un progetto sportivo, un progetto che, da quando ha visto la salita in serie A1, conta 6 finalissime consecutive, con tre podi uno più indimenticabile dell’altro.

La cronaca racconta che, teatro delle Final Eight è stata la nuovissima Choruslife Arena di Bergamo, un palcoscenico di primissimo ordine per assegnare i due titoli della ginnastica artistica, quello maschile e femminile, in un evento che ha visto la partecipazione di tantissime stelle azzurre e del panorama internazionale.

I nostri partono agli anelli, che sorridono subito con Edoardo Sugamele, unico a non far parte della squadra lo scorso anno, che fa capire subito che sarà una giornata ricca di colpi di scena. Segue il volteggio, da sempre l’attrezzo prediletto, con Steven Matteo che incanta e dimostra il perché dell’ingresso nel gruppo azzurro. Arriva l’ora delle parallele, dove prima si registra l’importante contributo di Christian Zammillo, al quale segue il vero e proprio show dell’argento olimpico di specialità Illia Kovtun, del quale non avevamo ancora raccontato, ma la sua è stata l’ennesima prova da Numero Uno, con costanza nei punteggi e punte come in questo attrezzo, alla sbarra e al cavallo, che lo rendono migliore all rounder di giornata.

La PGF si presenta così a metà prova in seconda posizione, parte di un quartetto che prende il largo, composto anche da Pro Carate, Romagna Team e Spes Mestre, ma con la temuta sbarra ancora da affrontare, uno scoglio passato molto più che indenni, anzi, forse mentalmente è nelle prese di Matteo e Passini che la gara si incanala verso il “tutto è possibile”. Il corpo libero vede l’ingresso in gara di Tommaso Bertarelli, nella sfortuna posizione di aver accumulato molta tensione nelle oltre due ore si gara passate ad osservare, ma il più giovane del gruppo mantiene comunque la concentrazione chiudendo una buona prova, dopo la quale contendenti sembrano essere scese a tre, con posizioni del podio incredibilmente incerte, se non fosse per gli attrezzi rimanenti, che raccontano una prova chiusa dai nostri al cavallo, privi dello specialista Emiliano Landi, costretto in panchina dal numero massimo di atleti schierabili: non sarebbe comunque cambiato molto, con i cesenati del Romagna Team che volano verso il loro primo titolo, che rimane quindi in Regione, e la Palestra Ginnastica Ferrara che cede ai decimi ai veneziani dello Spes Mestre, in un finale dove i calcoli rubavano spazio alle emozioni.

Ed è quindi d’obbligo ricordare anche l’altro ginnasta in “panchina” oggi, lo junior Andrea Bertasi, protagonista della prima di campionato e dello scudetto 2025. Ma, come detto, va bene così, anzi, così è una conferma ulteriore di risultati che non sono frutto del caso ma di programmazione e lavoro tra le mura del Palagym “Orlando Polmonari”, come il Presidente palestrino Franco Mantero aveva ripetuto meno di un mese fa in occasione dell’assemblea dei soci: “I successi agonistici, ora rappresenti in particolar modo dalla Serie A1 dell’artistica maschile, sono merito di tutto lo staff e i volontari che quotidianamente prestano la loro opera per formare e preparare gli oltre 1500 partecipanti alle attività, che veramente vanno dai 3 ai 90 anni, da quelli che hanno obbiettivi agonistici a quanti utilizzano l’attività sportiva come mezzo per la crescita, la salute e il benessere”.

In questa finale è stata ancora una volta cruciale la strategia tecnica, con gli allenatori Claudio Pasquali, Emanuele Menegozzo e Loriana Ferrari, impegnati soprattutto nella gestione delle scelte, a volte dolorose, specie in questa ultima prova dove solo tre ginnasti salivano ad ogni attrezzo, senza possibilità di scartare nessuna prova, e delle relative conseguenze, che spesso condizionano il susseguirsi delle rotazioni. In pratica una partita a scacchi all’interno di quanto, dall’esterno, possa essere percepito come pura espressione di forza applicata alle più spettacolari evoluzioni. Claudio Pasquali, a fine prova, è visibilmente emozionato, conscio di quanto questo risultato sia frutto di una stagione forse ancora più travagliata di quella passata e ricorda come: “A Modena, la prima tappa, il, gruppo era un vero cantiere, con poche
certezze e tanto bisogno di costruire nuove consapevolezze. Oggi ne siamo usciti alla grande, dando ulteriore valore a quanto fatto l’anno scorso” aggiungendo che “per questo dobbiamo ringraziare i ragazzi e tutto quello che rende possibile tutto questo, come i partner che ci seguono in numero sempre maggiore e con continuità, consentendo anche quegli investimenti che sono fondamentali per progetti di così alto
livello”.

Tornando alle emozioni bergamasche, nel momento del podio esplode tutta l’emozione della squadra, con qualche lacrima che scende anche “incoraggiata” dalle urla provenienti dagli spalti, pieni di tifosi arrivati da Ferrara, così come dai messaggi che iniziavano a far suonare gli smartphone, come quello dell’Assessore allo sport Carità, tra i primi a complimentarsi appena appresa dai social la notizia. Sul podio, con noi, ci sono quindi Romagna Team e Spes Mestre, al quale arrivano subito i complimenti palestrini, che uniscono nell’onore della contesa anche le altre protagoniste della finale (in ordine di classifica) Ginnastica Pro Carate (MB), Giovanile Ancona, Artistica Brescia, Ares ASD (Cinisello Balsamo – MI) e EUR di Roma. La stagione ora prosegue, anzì, da Sarajevo si attendono a breve notizie sugli Europei di Judo Kata.

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