Comacchio
16 Maggio 2026

Trasporto gratuito, la sfida di Farinelli: “A Comacchio si può fare davvero”

di Redazione | 3 min

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Comacchio. Non uno slogan, ma una proposta concreta, costruita sui numeri. Michele Farinelli, segretario del Partito Democratico di Comacchio e capolista della lista “Si Può”, rilancia il tema del trasporto pubblico gratuito prendendo a riferimento l’esperienza di Faenza, dove la gratuità delle linee urbane è stata estesa al 2025 e 2026.

«Lì non hanno fatto annunci, hanno deciso. E con costi sostenibili», afferma Farinelli. Secondo le stime, il Comune copre con circa 50-60 mila euro l’anno i mancati incassi da bigliettazione: una cifra contenuta, che diventa il punto di partenza per immaginare un modello replicabile anche a Comacchio.

La proposta si articola in un percorso graduale ma con una scelta politica precisa fin dall’inizio: partire dalle aree oggi più penalizzate. «Il primo anno – spiega Farinelli – deve partire dalle frazioni e da Porto Garibaldi. Da Volania, Vaccolino, San Giuseppe. Da quei territori che troppo spesso sono isolati e tagliati fuori». Solo successivamente, il modello verrebbe esteso al capoluogo e ai Lidi, fino a diventare una misura strutturale.

Il cuore dell’intervento, infatti, non è solo economico ma sociale. «Il trasporto non è semplicemente un servizio – sottolinea – è uno strumento per tenere insieme una comunità». In un territorio frammentato come quello comacchiese, la mobilità diventa un elemento decisivo per ridurre le disuguaglianze. «Accorciare le distanze significa dare pari opportunità: a uno studente che si deve spostare ogni giorno, a un lavoratore stagionale, a un anziano che oggi fatica a muoversi. Significa dire che nessuno è periferia».

Dal punto di vista finanziario, l’operazione si inserisce in un quadro già noto: i ricavi da biglietti coprono solo una parte dei costi del trasporto pubblico, mentre la quota principale è già sostenuta da risorse pubbliche. «Non stiamo parlando di finanziare tutto il servizio – precisa Farinelli – ma di sostituire una parte limitata di entrate con una scelta politica chiara».

Le stime per Comacchio indicano costi contenuti: circa 55 mila euro per una prima fase limitata, fino a poco più di 130 mila euro per un’estensione più ampia. Una quota ridotta del bilancio comunale, che secondo Farinelli può essere sostenuta anche attraverso fondi per la mobilità sostenibile e una diversa allocazione delle risorse.

Sul piano politico, il messaggio è diretto: «Il punto non è se si può fare, ma se si vuole fare. Continuare a dire che non è possibile significa scegliere di lasciare isolate intere comunità». E la visione è altrettanto chiara: partire da chi oggi è più distante per costruire un sistema che unisca tutto il territorio. «Se vogliamo davvero una Comacchio più giusta e più connessa – conclude Farinelli – dobbiamo iniziare da lì. Dalle frazioni. Da chi oggi è più lontano. Perché una comunità cresce solo quando nessuno resta indietro».

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