Copparo. Il Centro Studi Dante Bighi di Copparo è “ormai prossimo agli ormeggi”. A dirlo è la stessa associazione culturale di promozione sociale che sottolinea come la convenzione principale che lega Villa Bighi alla stessa Aps stia volgendo alla fine e quindi con essa, a dicembre di quest’anno, dopo diciotto anni di “armonioso e fluido veleggio acque nazionali e internazionali”, tra “si compirà il viaggio intrapreso assieme a centinaia di amici, partners, studiosi, collaboratori, affezionati e avventori”.
“Non stiamo parlando di crisi economica, né tantomeno di assenza di vitalità, bensì del fatto – spiegano dall’associazione – che i fondatori del Centro Studi, allora tra i 25 e i 35 anni, oggi tutti oltre i quarant’anni, credendo fermamente nell’idea del ricambio generazionale, colgono l’occasione del termine naturale dell’accordo formale con il Comune di Copparo per passare il testimone, mantenendo fede all’ultimo impegno previsto relativo alla messa in sicurezza e salvaguardia di tutte le opere del patrimonio mobile di Dante Bighi contenute all’interno della Villa” .
E aggiungono: “Questa operazione di messa in sicurezza, che occuperà l’estate alle porte, è la coda di un ciclo di ultime attività che il Centro Studi ha svolto nei passati mesi e che seguono il più importante e strategico passo, compiuto nel settembre del 2025, che ha visto l’Istituto culturale come redattore di un documento consegnato alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio contenente tutta la documentazione/inventario attestante il patrimonio mobile e immobile di Dante Bighi”.
“Questo progetto di messa in sicurezza del patrimonio era già scritto nel documento fondativo del Centro Studi Dante Bighi del 2008 come impegno morale e progetto a lunghissimo raggio che aveva l’obiettivo di avviare una procedura di verifica sulla opportunità di tutela monumentale con vincolo relazionale mirato alla creazione di un fondo con corpus unicum ai sensi art 10 D. lgs 42/2004 del Patrimonio bighiano per assicurarne la conservazione e la trasmissione al futuro” spiegano nella nota.
Una nota che i rappresentanti del centro studi utilizzano anche per “ringraziare tutti coloro che per lunghi anni hanno sostenuto a vario titolo l’Istituto, grazie a chi ci ha visitato durante le centinaia di progetti che abbiamo realizzato e donato alla collettività, grazie a chi ha creduto in questa vivace idea dall’ampio respiro culturale che ancora avrebbe ossigeno nei polmoni, grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto economicamente riconoscendo la Cultura come un investimento sociale e un bene comune”.
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