Sindaco e assessora si schiantano in auto. Lei era ubriaca
Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri e l'assessora Francesca Savini sono stati protagonisti di un brutto incidente stradale
Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri e l'assessora Francesca Savini sono stati protagonisti di un brutto incidente stradale
Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri interviene sulle dimissioni dell'assessora Francesca Savini dopo l'incidente in cui sono rimasti coinvolti lo scorso lunedì
Allerta meteo gialla temporali in provincia di Ferrara. È quanto viene riportato nel bollettino emanato dalla Protezione Civile dell'Emilia-Romagna con validità dalla mezzanotte di domenica 10 a quella di lunedì 11 maggio
Ancora guai per il 20enne che, lo scorso aprile, aveva fatto il diavolo a quattro a Bondeno, bloccando un treno e poi barricandosi nell'ex scuola, prima di fuggire ai carabinieri che lo avevano successivamente arrestato
Nelle prime ore dello scorso 8 maggio, i carabinieri del Norm di Ferrara hanno arrestato una 28enne con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale
di Federica Pezzoli
La prima volta è andata in scena nel 411 a.C. ma il suo presupposto – purtroppo – è più che mai attuale: la guerra come condizione persistente della storia umana. È la Lisistrata di Aristofane, arrivata a Ferrara, da venerdì 8 a domenica 10 maggio, a chiudere la stagione della prosa del Teatro Comunale Claudio Abbado nell’allestimento con la regia di Serena Sinigaglia e la celeberrima Lella Costa nel ruolo della “più saggia tra le donne d’Atene”.
La storia è arcinota: la guerra del Peloponneso infuria da almeno vent’anni e le donne di Atene e Sparta, guidate dall’ateniese Lisistrata che coinvolge la spartana Lampitò, giurano di astenersi dai propri doveri – e piaceri – coniugali finché non venga firmato un trattato di pace. Non solo: per togliere sostegno economico alla guerra, le donne ateniesi occupano l’acropoli e impediscono l’accesso al tesoro della città.
L’allestimento crea una cornice narrativa per la messa in scena: Lisistrata e alcuni protagonisti della vicenda hanno giurato di ricordare gli accadimenti che hanno portato alla tregua rinarrandoli ogni anno come in una sorta di rito “finché la pace non abbia trionfato definitivamente ovunque nel mondo” – pausa – “Sono duemilacinquecento anni di ripetizioni”.
Sinigaglia e Costa scelgono di mettere in risalto l’aspetto della violenza all’interno delle relazioni umane, che il testo di Aristofane riesce a far emergere sia nella prospettiva pubblica sia in quella privata: se le relazioni tra gli esseri umani si fondano sulla violenza e sul possesso non possono fare altro che portare alla distruzione; se sono improntate alla cura, all’ascolto e al dialogo, possono portare alla prosperità. “Aristofane lega l’istinto naturale bellicoso dell’uomo all’istinto sessuale”, scrive Sinigaglia nelle note di regia, “Se non possediamo la grammatica dell’amore, se non dispieghiamo gioiosamente le forze dionisiache dei nostri impulsi sessuali, andremo sicuramente a sfogarci altrove e in quell’altrove, con ogni probabilità, albergherà la guerra”.
“Lisistrata è la commedia classica che più di ogni altra leva la sua voce contro la guerra, mostrandone il lato folle, assurdo, ridicolo”, afferma ancora Sinigaglia, “Un buon governo non fa la guerra. Punto”. E allora diventa chiara la scelta di Maria Spazzi di riempire lo spazio scenico con enormi rocchetti e fili di lana ingarbugliati: per sbrogliare la matassa ci vuole pazienza e intelligenza, proprio come ci dice Lisitrata per voce della Costa.
L’allestimento sottolinea anche l’aspetto politico dell’azione delle donne, più che mai consce delle loro possibilità nell’imporre la propria volontà agli uomini, come atto di lotta collettiva e rivoluzionaria. L’astinenza non è accettata di buon grado dalle donne, ma è un sacrificio che tutte insieme decidono di compiere convinte da Lisistrata e Lampitò che sia il loro strumento di lotta migliore: anche qui Aristofane è attualissimo perché nell’era del virtuale e delle campagne di mobilitazione digitale riporta al centro il corpo e l’occupazione degli spazi pubblici come mezzi di lotta politica.
Tutti questi temi, serissimi, vengono portati in scena in questo allestimento con grande ironia, intelligenza e leggerezza: acuto l’escamotage dello scambio delle parti fra uomini e donne per scombinare i ruoli di genere, come anche la cornice del rito per attualizzare il più possibile il testo.
Lella Costa non delude nei panni di Lisitrata, asciutta e quasi ieratica nella sua veste rosso acceso, ed è attorniata da un solido gruppo di co-protagonisti – Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Pilar Perez Aspa, Giorgia Senesi e Irene Serini – che riescono ad essere comici senza cadere nel grottesco.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com