Economia e Lavoro
8 Maggio 2026
Positivo il saldo delle imprese giovanili (+109). Continua l’espansione delle Società di capitali e dei Servizi. Crescono le imprese straniere. In diminuzione le imprese femminili

Imprese: a Ferrara nel 1° trimestre 2026 frenano le chiusure e aumentano le aperture

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di Redazione | 4 min

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Il sistema imprenditoriale ferrarese apre il 2026 con un segnale, seppur lieve, di vitalità: aumentano le iscrizioni di nuove attività d’impresa (570, pari al 4,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2025), frenano le chiusure (692, il 9,8% in meno dell’anno precedente), con un bilancio, nei primi 3 mesi di quest’anno, di poco negativo e con una flessione che è tra le più contenute fra quelle rilevate dal 2009. Sono infatti 122 le imprese in meno tra gennaio e marzo, frutto della differenza tra 570 iscrizioni e 692 cessazioni, un risultato atteso considerando che il primo trimestre è storicamente penalizzato dal consolidamento delle chiusure maturate a fine anno. Il tasso trimestrale (al netto delle cancellazioni d’ufficio) si attesta così a -0,39%, in miglioramento rispetto allo stesso periodo sia del 2025 (-0,70%) che del 2024 (-0,81%), a fronte del -0,11% dell’Emilia Romagna e del +0,01% dell’Italia. Al 31 marzo 2026, lo stock complessivo delle imprese registrate in provincia di Ferrara raggiunge le 30.806 unità. Questi i principali dati che emergono sull’andamento della demografia delle imprese nel primo trimestre, dall’analisi statistica condotta dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna sulla base delle informazioni del Registro delle Imprese.

“L’Intelligenza Artificiale – ha sottolineato Paolo Govoni, vice presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – rappresenta oggi un volano senza precedenti per accelerare processi, decisioni e modelli organizzativi, ponendosi come pilastro fondamentale per il rafforzamento del tessuto produttivo: la vera sfida è il passaggio cruciale dalla fase di sperimentazione alla piena scalabilità operativa. Le nostre imprese possiedono tutte le risorse per guidare questa trasformazione e competere con successo sui mercati globali, ma senza competenze adeguate non c’è innovazione. In provincia di Ferrara – ha proseguito il vice presidente della Camera di commercio – il mismatch riguarda circa metà dei profili ricercati dalle aziende, soprattutto figure tecniche e digitali avanzate. Per questo la Camera di commercio, insieme alle associazioni di categoria, mette in rete scuole, università, ITS e imprese per sviluppare le competenze del capitale umano, condizione essenziale per rendere davvero efficace la trasformazione digitale. Ottimo il segno positivo delle imprese giovanili, abbiamo bisogno della loro spinta verso nuovi valori e innovazione per sostenere la crescita”.

Tornando all’indagine della Camera di commercio, si registra il forte dinamismo delle società di capitali (+55 unità, con tasso di crescita pari a +0,77%), in accelerazione rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,30%). Di contro, diminuiscono imprese individuali (-137 unità, -0,77%) e società di persone (-36, -0.67%). In ogni caso, la forma giuridica più diffusa tra le imprese ferraresi rimane quella delle imprese individuali con il 57% del totale, contro il 22,9% delle società di capitali (17,2% le società di persone).

Per quanto riguarda i settori, avanzano i servizi (+54), a discapito dei comparti più tradizionali. Le migliori performance si registrano per le imprese più tecnologiche e per quelle delle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+18 unità, +1,7%), nonché per le Attività finanziarie e assicurative (+15 imprese, +2,2%), per le Attività immobiliari (+11, +0,6%) e per le Altre attività di servizi (+10, +0,6%); crescono, inoltre, le Attività di alloggio e ristorazione (+5 unità e +0,2%), le Attività artistiche e di intrattenimento (+5, +0,9%), Fornitura acqua-reti fognarie (+2, +3,2%), Istruzione (2, +1,3%), Trasporto e magazzinaggio (+1, +0,1%) e Sanità ed assistenza sociale (+1, +0,4%). Da segnalare il forte dinamismo percentuale nel settore della Fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+4, +7,8%). Sul fronte opposto, soffrono i comparti più tradizionali: il Commercio cede 54 unità (-0,9%), l’Agricoltura perde 143 imprese (-2,2%), la Manifattura si contrae di 15 unità (-0,7%). Perdono imprese anche le Attività di noleggio, agenzie-viaggio e di supporto operativo alle imprese (-9 unità, -0,9%) ed i Servizi ICT (-5, -0,9%). L’Edilizia, dopo un lungo periodo in incremento grazie alla spinta dei superbonus, prosegue la tendenza negativa iniziata l’anno scorso (-3 imprese e -0,1%).

Soffre il sistema imprenditoriale artigiano, che registra un bilancio negativo tra gennaio e marzo (-0,26%); in questo caso la contrazione risulta però più contenuta rispetto a quanto rilevato dal totale delle imprese ed in miglioramento rispetto all’anno precedente: era stato -0,53% nell’analogo periodo del 2025. Il trimestre si è chiuso con un saldo negativo di -21 unità (186 le iscrizioni di nuove imprese artigiane contro 207 cessazioni volontarie, da gennaio a marzo).

Crescono le imprese giovanili (+4,6%, corrispondente ad un saldo netto tra iscrizioni e cessazioni volontarie più che positivo e pari a +109 unità per le imprese capitanate da “under 35”) e le imprese straniere (+2,2% per un saldo pari a +79 unità); in calo invece le imprese femminili, con 16 attività in meno e un tasso trimestrale negativo pari a -0,2%, migliorando l’andamento conseguito nello stesso periodo del 2025 (-0,8%).

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