Ho letto il mirabile articolo del Prof. Marani e mi inchino alla sua bravura ed alla eterea leggerezza con cui evidenzia un serio problema trasformandolo in qualcosa di delicato e sottile quasi simpatico.
E’ vero al giorno d’oggi non è più possibile ascoltare musica senza che questa si identifichi in confusione o in suoni cacofonici, insomma una “baldunara” come scrive il Professore. I ferraresi, soprattutto i vecchi come me, fanno dell’età uno scudo contro ogni tipo di bruttura e utilizzano una saggezza atavica che deriva loro dalla consapevolezza che ne hanno visto di tutti i colori. I ferraresi amano la loro città.
Di fronte a ciclopici palcoscenici calcati da mediocri artisti, passano e scuotono la testa. Quando sentono certa musica sono lapidari e, o inventano neologismi come “baldunara” oppure rispolverano antichi ricordi del passato e affermano “l’è un casin” , cioè musica orribile, nulla è a posto, la loro città è preda di un caos che neppure la più benevola entropia è in grado di valutare.
I ferraresi vanno ascoltati sono quelli che hanno coniato il proverbio “Piutost che nient l’è mei piutost” una arguta massima che solo talenti geniali provati da ogni tipo di sfighe potevano creare.
Soprattutto non dimenticano.
Andrea Benetti (vecchio insegnante)