La Procura della Repubblica di Rovigo ha concluso le indagini su un presunto caso di manomissione di manifesti elettorali avvenuto in diversi comuni in provincia di Rovigo, notificando l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a due persone.
Si tratta di Fabio Benetti, eletto nel Consiglio regionale veneto nelle fila di Fratelli d’Italia, e Marcello Cauduro, nato a Portomaggiore, è titolare di una copisteria e attualmente ricopre l’incarico di assessore a Occhiobello. Parte offesa è Mattia Moretto, anche lui candidato alle scorse elezioni venete tra le fila di Fratelli d’Italia.
A darne comunicazione è la procuratrice Manuela Fasolato, che ha spiegato come il procedimento riguardi due indagati, accusati – in ipotesi – del reato di attentato contro i diritti politici del cittadino. I fatti contestati si sarebbero verificati nel novembre 2025 in numerosi centri del Polesine, tra cui Adria, Rovigo, Lendinara e Badia Polesine, oltre che a Occhiobello.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Benetti avrebbe commissionato e ottenuto da Cauduro la stampa di loghi del Partito Democratico da apporre sopra quelli di Fratelli d’Italia su manifesti elettorali di Moretto, candidato alle elezioni regionali del Veneto del dicembre 2025.
L’operazione avrebbe alterato l’identità politica del candidato, inducendo in errore gli elettori e incidendo, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, sia sull’elettorato attivo sia su quello passivo.
Le indagini sono partite dalla denuncia della persona offesa e sono state condotte dai Carabinieri di Adria, con il supporto della Digos e della Polizia postale di Rovigo. Gli accertamenti hanno incluso perquisizioni, anche informatiche, sequestri di dispositivi e materiale ritenuto rilevante, acquisizione di manifesti manipolati, testimonianze e analisi di immagini di videosorveglianza.
Dalle attività tecniche, comprese le analisi forensi sui dispositivi sequestrati, sarebbe emerso il collegamento tra la richiesta dei loghi e la loro realizzazione presso una tipografia. Gli indagati, interrogati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Al termine delle indagini, la Procura ha quindi notificato l’avviso di conclusione delle indagini, atto che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Resta fermo, come ricordato dalla stessa Procura in una nota stampa, il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com