Codigoro
30 Aprile 2026
Le Autorità si sono riunite in due distinti momenti di memoria e riflessione, rendendo omaggio a due protagonisti della lotta per la libertà, la democrazia e i diritti dei lavoratori

Giorgio Benvenuto a Codigoro per commemorare Bruno Buozzi e Alda Costa

di Redazione | 3 min

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Nell’ambito delle iniziative per l’anniversario della Liberazione, si sono svolte questa mattina (30 aprile) due cerimonie commemorative, per ricordare le figure di due ferraresi illustri, Bruno Buozzi e Alda Costa, figure esemplari dell’antifascismo italiano.

Alla presenza di Giorgio Benvenuto, presidente della Fondazione Bruno Buozzi, già segretario generale della Uil ed ex senatore della Repubblica, le Autorità si sono riunite in due distinti momenti di memoria e riflessione, rendendo omaggio a due protagonisti della lotta per la libertà, la democrazia e i diritti dei lavoratori.

La prima cerimonia si è tenuta in via Bruno Buozzi, dove è stata deposta una corona di alloro in ricordo del sindacalista ferrarese, già segretario generale della FIOM, barbaramente ucciso dai nazisti il 4 giugno 1944 durante i rastrellamenti che precedettero la liberazione di Roma. Forte il ricordo del suo estremo gesto di altruismo, quando cedette il proprio posto a bordo di un autocarro destinato alla fucilazione di un giovane partigiano, salvandogli così la vita.

Successivamente, la commemorazione si è trasferita presso l’ex scuola elementare di Riviera Cavallotti 3, intitolata ad Alda Costa, oggi sede dell’Archivio storico comunale, dove è stata deposta una seconda corona di alloro. Un momento particolarmente toccante, dedicato a una figura centrale dell’antifascismo estense.

Alda Costa, insegnante nata a Ferrara nel 1876, ricoprì un ruolo politico fondamentale e determinante nel percorso di Liberazione dal nazi-fascismo. Insegnante, ma anche sindacalista attiva, firmò numerose vertenze in difesa dei lavoratori e rappresentò per decenni il fulcro dell’antifascismo nel territorio ferrarese. Fu lei a tenere le fila della Resistenza per tutto il ventennio, divenendo il punto di riferimento di “Italia Libera”, l’associazione interpartitica e interclassista che, secondo Giorgio Amendola, ispirò la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale.

Donna di grande cultura e sensibilità, Alda Costa fu anche una giornalista dalla penna arguta e raffinata. Restano memorabili i suoi articoli pubblicati su “La Scintilla”, testimonianza di un pensiero lucido e coraggioso.
Arrestata più volte per la sua attività antifascista, continuò a sostenere la causa della libertà anche dopo l’8 settembre 1943. Provata dalla detenzione e dalle torture, morì il 30 aprile 1944 nell’ospedale del carcere di Copparo, lasciando un’eredità morale ancora oggi viva.
Le cerimonie odierne hanno rappresentato un importante momento di memoria collettiva, rafforzando il legame tra passato e presente e rinnovando i valori della Resistenza che continuano ad essere di insegnamento per le nuove generazioni.

Nel pomeriggio, Giorgio Benvenuto, nell’ambito dell’anno accademico di Unicultura, ha tenuto, all’Auditorium di Sant’Eurosia, una conferenza dal titolo “La vita e l’opera di Bruno Buozzi”. Nel suo saluto la Sindaca Sabina Alice Zanardi ha ricordato “Bruno Buozzi come uno dei protagonisti più autentici del socialismo italiano, un uomo che ha saputo incarnare i valori del lavoro, della dignità e della solidarietà in un tempo segnato da profonde ingiustizie e da drammatiche lacerazioni.” Benvenuto ha sottolineato come “Buozzi, nato qui vicino, è una figura in parte dimenticata. Ha saputo affrontare i temi di solidarietà ed eguaglianza, non pensava di fare carriera. E’ stato operaio ed autodidatta. Si è posto il problema di realizzare forme di conoscenza e di cultura e si è adoperato per contrastare le ingiustizie.”

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