Comacchio
29 Aprile 2026
Strade congestionate, sicurezza e turismo lento tra i temi chiave. Il candidato sindaco punta su una rete ciclabile connessa e accessibile per migliorare qualità della vita e sviluppo locale

Comacchio, viabilità e ciclabili al centro: Cavalieri Foschini incontra San Giuseppe

di Redazione | 4 min

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Comacchio. Proseguono gli incontri con la cittadinanza del candidato sindaco alle amministrative di Comacchio, Walter Cavalieri Foschini, e delle tre liste che lo sostengono, nelle varie località e nelle frazioni del comune di Comacchio. Martedì 28 aprile alle ore 18:30 è stata la volta di San Giuseppe.

Tanti sono stati i temi toccati, ma forse tra tutti è prevalso il problema della viabilità, vista la congestione di alcune strade, anche molto centrali nella vita del paese, e la conseguente pericolosità. Importanti anche le piste ciclabili, che hanno sicuramente cambiato le abitudini degli abitanti, ma che necessitano di manutenzione costante e soprattutto di collegamento le une con le altre per essere messe a sistema.

Ciò ha fornito l’occasione al candidato sindaco di esporre il piano di potenziamento delle rete di piste ciclabili che è stato inserito nel programma, anche grazie al contributo di Alberto Lealini, capogruppo della lista IO VOTO , che da anni promuove il turismo su due ruote e
una mobilità accessibile a tutti. Turismo lento, mobilità accessibile e qualità della vita vanno, infatti, di pari passo.

“Quando una strada è percorribile in sicurezza da una bicicletta – afferma Lealini fin dal giorno di presentazione della lista – lo è anche per una persona in carrozzina, per un anziano che fa fatica a camminare o semplicemente per una mamma con il passeggino”.

Sicuramente, da quando l’Argine degli Angeli è diventato famoso a livello nazionale e internazionale, percorsi ciclabili e cammini rappresentano una forte attrazione turistica per la nostra zona, probabilmente anche più consona al nostro territorio e ad un parco con un ecosistema così delicato. Ma il turismo lento e la mobilità accessibile costituiscono un’opportunità di sviluppo molto più ampio ed importante per migliorare la qualità della vita nel nostro comune.

Rendere pienamente accessibile la fruizione dei beni culturali e ambientali è anche un’occasione per promuovere l’occupazione e la valorizzazione dei talenti delle persone con neuro-diversità. Il turismo per tutti e con tutti, come stato sintetizzato nel convegno “Italia
insieme”, recentemente organizzato a Firenze dal ministero per le Disabilità, favorisce anche l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e quindi la loro libertà e la loro piena cittadinanza.

Inoltre, secondo recenti studi sull’urbanistica di genere, il modello di città auto-centriche, dove la mobilità a piedi o in bici e gli spazi sociali sono considerati residuali, ignora i bisogni di bambini, adolescenti, di persone con mobilità ridotta e soprattutto delle donne che svolgono il 75 per cento del lavoro di cura non retribuito, che le porta a muoversi in modo più frammentato, in piccole tappe, per portare i figli a scuola, fare la spesa, andare al lavoro o badare a persone anziane.

“Se l’urbanistica di genere ci insegna a considerare le esigenze di tutte le persone, la mobilità ciclistica e pedonale è lo strumento pratico per farlo”. Sostiene Elisa Gallo, consigliere nazionale FIAB “La bicicletta garantisce autonomia ed efficienza, ma per far sì che sia una vera alternativa, le reti ciclabili devono essere sicure, ben illuminate e continue. Se una ciclabile è buia, si interrompe improvvisamente o non collega destinazioni chiave, la percezione di insicurezza aumenta drasticamente, spingendo le persone (e in particolare le donne) ad abbandonare la bici a favore dell’auto o del trasporto pubblico”. Non rendere la bici un’opzione valida ed efficiente significa non dare priorità alle esigenze delle donne che devono quindi adattarsi a un sistema pensato per altri, ovvero per i veicoli a motore.

A questa forte domanda di ciclabilità e accessibilità, la lista IO VOTO intende dare risposte concrete non solo in termini di infrastrutturazione, cioè di costruzione di nuove ciclovie, ma con interventi di manutenzione e collegamento, che mettano a sistema anche l’esistente, realizzando anche servizi al sistema come ciclofficine, aree di sosta e ricarica e la segnaletica. Sì tratta, quindi, di creare quella rete di accoglienza che contribuisce a definire un territorio accessibile e bike friendly, lo rende attrattivo creando una microeconomia di qualità, favorisce il ripopolamento e, soprattutto, garantisce libertà, sicurezza, salute e diritti a tutti.

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