Politica
28 Aprile 2026
Dopo la notizia del prestito da un milione di euro i dem Davide Nanni e Sara Conforti interpellano la giunta

Prestito al Comune da Ferrara Tua. Il Pd: “Ci sono le capacità di far fronte ai pagamenti?”

di Redazione | 2 min

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Il Pd vuole vederci chiaro sulla richiesta di un prestito di cassa da un milione di euro senza interessi che il Comune di Ferrara ha fatto Ferrara Tua, holding interamente di proprietà dell’ente. Nello specifico, i firmatari Davide Nanni e Sara Conforti, vogliono capire, attraverso un’interpellanza, quali siano le “capacità dell’ente di far fronte puntualmente ai pagamenti”.

Chiedono infatti di “sapere quale sia la giacenza di cassa, sia nella parte libera che in quella vincolata”. Vorrebbero poi “verificare se negli ultimi 48 mesi l’Amministrazione comunale abbia fatto ricorso, anche per periodi brevi, all’anticipazione di Tesoreria”.

Chiedono quindi “quale sia l’incidenza stimata degli investimenti e degli interessi passivi sugli investimenti effettuati nell’ultimo triennio grazie alle risorse del Pnrr” e di “ottenere copia in formato digitale e/o cartaceo dell’ultima Relazione sulla liquidità di cassa inviata all’Amministrazione dal dirigente competente”.

Nel documento precisano come “la richiesta di prestito e la sua urgenza vengono motivate con il rischio di ‘trovarsi in affanno di liquidità’ a causa della lentezza del circuito finanziario legato al rimborso dei fondi Pnrr e alle ‘criticità’ su altri investimenti a rendicontazione, finanziati con fondi Atuss o altri fondi statali e regionali, derivanti dalla sfasatura temporale tra pagamenti eseguiti dal Comune e le successive erogazioni dei predetti trasferimenti in conto capitale”.

La richiesta era stata motivata sulla stampa locale da Matteo Fornasini e da Francesca Savini. I due assessori della giunta Fabbri avevano precisato che la richiesta era fatta per motivi di cassa ed evitare crisi di liquidità. La richiesta alla partecipata, da rimborsare entro la fine di giugno del 2027, secondo quanto precisato dagli assessori, avrebbe consentito di evitare di caricare di interessi le casse comunali, cosa che sarebbe avvenuta se il prestito fosse stato chiesto ad una banca.

La notizia era apparsa in prima battuta su La Nuova Ferrara lo scorso 24 aprile dove veniva precisata l’esigenza di “evitare tensioni di cassa” e “garantire la continuità dei pagamenti, in un contesto caratterizzato da rilevanti investimenti pubblici”. Il 25 aprile invece su Il Resto del Carlino avevano risposto sia Fornasini e Savini. “Abbiamo anticipato – aveva detto il primo – i tempi e abbiamo evitato di farci anticipare liquidità dalle banche, evitando che i ferraresi pagassero più interessi”.

Savini, che ha la delega al Pnrr, si era concentrata sui fondi legati al piano precisando che dei 46 milioni anticipati dal Comune “ne sono rientrati soltanto 26”. Per il Comune di Ferrara il Pnrr cuba 112 milioni di euro, 93 dei quali finanziati dal piano e i restanti 19 in capo all’ente.

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