Attualità
21 Aprile 2026
Al presidio sotto la Provincia i Comitati e Forum Ferrara Partecipata: "Troppo spazio al mercato, manca pianificazione pubblica. Convocare subito il Tavolo provinciale"

Biometano e impianti, la protesta dei territori: “Ridurre l’uso dei campi”

di Redazione | 3 min

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Si è svolto nella mattina di martedì 21 aprile, sotto la sede della Provincia di Ferrara, il presidio promosso dal Coordinamento provinciale dei Comitati Nobiogas/Nobiometano e dal Forum Ferrara Partecipata per richiamare l’attenzione sull’inerzia delle istituzioni locali rispetto alla necessità di apportare modifiche significative alla proposta di legge regionale sulle aree idonee all’installazione degli impianti di energia rinnovabile, attualmente in discussione.

Alla manifestazione hanno preso parte anche delegazioni provenienti dai comitati dei territori di Bondeno, Villanova, Gaibanella, Argenta, Tresignana, Vigarano Mainarda e Masi Torello.

L’iniziativa è stata convocata con l’obiettivo di sollecitare un ruolo più attivo da parte delle istituzioni ferraresi. Secondo i promotori, infatti, Provincia e Comuni non avrebbero finora assolto pienamente al proprio compito, evitando di presentare osservazioni o limitandosi a intervenire su aspetti ritenuti non rilevanti. In particolare, viene contestata la mancata presa di posizione su temi ritenuti centrali, come la necessità di considerare in senso ampio la zona di protezione Unesco, includendo quindi anche l’area “buffer”, e quella di ridurre la superficie agricola destinabile all’installazione degli impianti.

Tra le criticità segnalate, i manifestanti evidenziano come particolarmente grave la mancata convocazione del Tavolo provinciale sulle energie rinnovabili, richiesta da oltre un mese senza aver ricevuto finora risposta.

Durante il presidio sono state inoltre ribadite le questioni di fondo sulle quali, secondo i comitati, è indispensabile intervenire per modificare la proposta di legge regionale. Tra queste, la conferma che la zona di protezione Unesco e le altre aree protette debbano essere considerate in maniera estesa; la riduzione della superficie agricola utilizzabile per gli impianti, passando dall’attuale soglia pari o superiore al 2% prevista per i singoli Comuni all’1%, con l’indicazione che la Superficie Agricola Utilizzata debba essere calcolata includendo anche quanto già consumato finora e non solo a partire dall’entrata in vigore della legge, come previsto dal testo attuale; la necessità di privilegiare impianti di piccola e media dimensione, favorendo al contempo lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili e verificando con attenzione la natura delle aziende coinvolte, per evitare che prevalgano interessi di carattere finanziario e speculativo; la richiesta di limitare il ricorso agli impianti di biometano, introducendo almeno il vincolo che il 50% dell’alimentazione provenga da materiali prodotti dall’azienda stessa; infine, il rafforzamento dell’informazione verso la cittadinanza e delle possibilità di partecipazione di comitati e associazioni ai processi decisionali, elemento che, secondo i promotori, risulterebbe finora quasi del tutto assente.

I promotori del presidio hanno inoltre ribadito come questi punti siano considerati essenziali per realizzare una transizione ecologica equa e condivisa con la cittadinanza. La posizione espressa è chiaramente favorevole all’accelerazione del passaggio alle fonti rinnovabili, ma sottolinea come questo debba avvenire attraverso una pianificazione partecipata, fondata su un ruolo forte dell’intervento pubblico e sul coinvolgimento diretto delle comunità interessate.

Secondo i comitati, l’orientamento finora prevalente sarebbe invece quello di lasciare ampio spazio al mercato e alle imprese, con il rischio di rallentare il processo e di comprometterne la qualità, senza adeguata attenzione alla tutela dell’ambiente, al ruolo dell’agricoltura e alle istanze dei cittadini.

Date queste considerazioni, i promotori hanno annunciato l’intenzione di continuare a sollecitare un cambio di direzione, chiedendo alle istituzioni ferraresi un impegno concreto per sostenere un modello di transizione ecologica più efficace e condiviso. In questo quadro, viene nuovamente ribadita la necessità di convocare in tempi brevi il Tavolo provinciale sulle energie rinnovabili, affinché possa offrire un contributo concreto al dibattito in corso.

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