Codigoro
19 Aprile 2026
Presentato il libro della nipote al Palazzo del Vescovo, in presenza delle autorità e del presidente provinciale dell'Anpi, Roberto Cassoli

La storia del partigiano Bolide, all’anagrafe Ero Braghin

di Redazione | 2 min

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Codigoro. Bolide, all’anagrafe Ero Braghin, per sottrarsi alla fucilazione o ai campi di lavoro forzato e di sterminio tedeschi, nel marzo del 1944, a soli 18 anni, lascia Codigoro per abbracciare la causa della Resistenza, trasferendosi in Liguria.

Questa, in sintesi massima è la storia racchiusa nel libro “Io mi chiamavano Bolide”, scritto da Francesca Menghi, nipote di Ero Braghin, presentata questa mattina, di fronte ad un pubblico numeroso e partecipe, al Palazzo del Vescovo.

“Presentare un libro sulla Resistenza è sempre un atto di civiltà, – ha dichiarato Alice Rossi, presidente del Consiglio Comunale di Codigoro -, ma farlo attraverso lo sguardo di una nipote, che ricostruisce la vita di suo nonno, aggiunge un valore prezioso, quello del passaggio di testimone. Questo racconto ci ricorda che la libertà è stata conquistata da uomini e donne comuni – padri, fratelli, nonni -, che in un momento decisivo, hanno saputo scegliere da che parte stare, spesso mettendo a rischio la loro vita”.

Il libro, frutto di un lavoro di ricerca partito dal diario di nonno Ero e da studi portati avanti tra archivi storici e biblioteche, si pone come omaggio all’esperienza di Bolide e di tutti quei partigiani e quelle partigiane che hanno combattuto tra il 1943 ed il 1945 per restituire all’Italia la libertà e la democrazia schiacciate dal nazi-fascismo.

Dopo il saluto e i ringraziamenti di Alice Rossi, a nome della sindaca Alice Zanardi e di tutta l’Amministrazione comunale, ha preso la parola Roberto Cassoli, presidente provinciale dell’Anpi, il quale ha inquadrato il periodo storico nel quale si inserisce la storia personale di Ero Braghin. Ricordando i sacrifici e i rischi vissuti da Bolide tra le Alpi liguri e citando Piero Calamandrei, Cassoli ha invitato anche i giovani in sala ad andare “in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati”.

Ampliando l’orizzonte, evocando anche Primo Levi e il valore imprescindibile dell’articolo 11 della Costituzione, il presidente provinciale dell’Anpi ha plaudito all’impegno della giovane codigorese, autrice del libro con cui è stato aperto un nuovo, importante squarcio sulla storia della Resistenza.

Francesca Menghi ha poi illustrato alcuni ricordi del diario di nonno Ero (Bolide), dialogando con la responsabile della biblioteca comunale “Giorgio Bassani”.

Il libro è reperibile sul sito https://bookabook.it/libro/io-mi-chiamavano-bolide/. Una parte del ricavato dalla vendita del libro sarà destinato alla ricerca contro i tumori al seno.

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