di Tommaso Piacentini
“Si sarebbe potuto procedere con un periodo di monitoraggio prima di invocare l’emergenza”. È con queste parole che l’ex segretario del Pd di Ferrara, Alessandro Talmelli, ha commentato le modifiche alla viabilità e al trasporto pubblico locale per la manutenzione straordinaria del ponte tra via dei Calzolai, via Lavezzola e via della Fossa, previste dal 25 aprile.
A seguito di rilevazioni tecniche sullo stato di salute dei ponti – i cui risultati sono stati resi noti da mercoledì 15 aprile -, il Comune ha appreso che il ponte che collega Francolino alla città necessita di un rinforzo strutturale. Il passaggio sul canale di irrigazione per cui è stato costruito, infatti, è formato da due strutture giustapposte: una originaria ad arco in laterizio, coincidente con la carreggiata in direzione del paese, e un’aggiunta successiva in cemento armato che sostiene la carreggiata opposta.
La situazione di maggior criticità sarebbe da imputare alla struttura originaria che, a causa dell’oscillazione del pelo d’acqua e delle vibrazioni dei mezzi pesanti, mancherebbe di alcuni laterizi – principalmente alla base -, arrecando così un danno alla struttura complessiva.
A seguito della pubblicazione dei risultati delle rilevazioni, nella serata di giovedì 16 aprile ha avuto luogo un incontro pubblico presso la scuola elementare “Nelson Mandela” di Francolino, presieduto dal vicesindaco Alessandro Balboni, dall’assessore alla Mobilità Stefano Vita Finzi Zalman, dal dirigente del Settore Opere Pubbliche e Infrastrutture Antonio Parenti e dal dirigente del Servizio Mobilità Alessio Stabellini.
Durante l’incontro sono state esposte le criticità strutturali del ponte e, in virtù della sicurezza dei transitanti, è stato fissato l’inizio di un periodo di limitazione della portanza al 25 aprile. Dalla suddetta data, sarà vietato, con la posa di apposita segnaletica, il transito di mezzi con un peso superiore a 3,5 tonnellate, mentre non sarà predisposto alcun divieto per le autovetture.
Tra le vetture a cui sarà interdetto il passaggio sul punte figurano anche i mezzi del trasporto pubblico locale, che, come ha spiegato l’assessore Vita Finzi Zalman, subiranno delle variazioni a partire dall’inizio della fase di limitazione e per tutta la durata dei lavori. In particolare, verrà soppressa la linea 7F della tratta urbana, mentre verrà mantenuta la linea 310 extraurbana con la creazione di una fermata presso via dello Storione.
Tali modifiche alla circolazione avranno luogo dal 25 aprile, mentre i lavori di consolidamento del ponte sono previsti nel periodo tra l’inizio di ottobre di quest’anno e marzo 2027. La cifra dell’intervento complessivo, come ha comunicato il vicesindaco Balboni, si aggira introno ai 200mila euro.
All’incontro pubblico di giovedì, ferma restando la priorità della sicurezza dei cittadini, si sono sollevate alcune voci di protesta: “Tanto i mezzi pesanti ci passano lo stesso – ha sottolineato una signora in seconda fila -. Anche adesso ci sono i cartelli con il divieto di transito, ma non servono a niente”.
“State isolando un’intera generazione di giovani – una critica dall’ultima fila -. Create una navetta che porti i ragazzi a Malborghetto in modo che possano prendere il 7”. Il vicesindaco Balboni ha spiegato che l’Amministrazione è aperta a qualsiasi tipo di suggerimento e si è messo a disposizione per raccogliere ogni tipo di proposta nei prossimi mesi: “La sicurezza è sempre la nostra priorità – ha dichiarato -. Siamo intervenuti immediatamente perché il ponte di Francolino è quello che versa nelle condizioni più critiche e siamo già in campo con la progettazione dell’intervento di manutenzione, che potremo effettuare solo quando il canale irriguo sarà in secca”.
Più critico l’ex segretario del Pd, Alessandro Talmelli: “Premesso che i lavori al ponte su via dei Calzolai sono la conseguenza di una normativa del 2025 senza la quale nessuno si sarebbe mai preoccupato dei rischi connessi ai cedimenti che visibilmente si possono notare all’incrocio, peraltro già segnalati a suo tempo anche dal consigliere Cusinato, io penso che si sarebbe potuto procedere con un periodo di monitoraggio tramite sistemi di rilevatori e sonde prima di invocare l’emergenza cercando di registrare le criticità e i cedimenti del ponte (meglio dei ponti visto che sono 2 affiancati di periodi storici diversi)”.
“Detto questo mi pare alquanto singolare che si sia venuti ad informare la popolazione che tra il periodo di limitazioni e modifiche al traffico e il termine dei lavori stessi passerà più di un anno – ha proseguito Talmelli – : nemmeno il ponte Morandi è stato interessato da un periodo così lungo. Vuol dire che i disagi connessi al trasporto pubblico, ai mezzi per l’agricoltura ed eventualmente per i mezzi pesanti dureranno fino a primavera inoltrata del 2027”.
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