Politica
18 Aprile 2026
I consiglieri comunali di minoranza chiedono un confronto istituzionale: "Sì alla transizione, ma servono limiti sul suolo agricolo"

Impianti energetici. Le opposizioni: “Mesi persi e nessuna commissione”

di Redazione | 3 min

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Il 17 novembre 2025 abbiamo presentato, come forze di minoranza, una mozione sul tema degli impianti energetici e della tutela del territorio. La provincia di Ferrara concentra una quota sproporzionata di impianti a livello regionale; il 42% del totale degli impianti autorizzati e circa il 69% della produzione di biometano.

La mozione chiedeva cose concrete: pianificazione territoriale, un monitoraggio pubblico e costante degli impianti esistenti e di quelli in autorizzazione; maggiore trasparenza sugli atti e sulle procedure; un reale coinvolgimento dei cittadini, dei comitati e delle comunità locali; un ruolo attivo del Comune nel tavolo di coordinamento provinciale, per evitare squilibri o scelte calate dall’alto.

Il 1° dicembre, in Consiglio comunale, abbiamo accettato di sospendere quella mozione su proposta della maggioranza, con un impegno preciso: convocare in tempi rapidi una commissione per approfondire il tema e provare a costruire una sintesi condivisa. Quella commissione non è mai stata convocata.

Nonostante ripetute richieste nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, ad oggi non c’è stato alcun momento di confronto istituzionale. Un impegno assunto in Consiglio comunale è rimasto disatteso.

Nel frattempo, il Tavolo provinciale si è riunito solamente due volte, senza produrre risultati concreti, né una posizione politica forte su un tema che riguarda direttamente il futuro del nostro territorio. Il contesto regionale, invece, ha continuato ad evolvere, e rapidamente. In queste settimane si sta definendo, anche attraverso audizioni in Regione, la nuova legge sulle “aree idonee”, cioè le zone del territorio in cui sarà più facile installare impianti da fonti rinnovabili.

Questa legge stabilirà dove si potranno concentrare gli impianti, con quali limiti, e con quale impatto sull’uso del suolo agricolo. La sua approvazione è prevista entro fine aprile. Cittadini e comitati partecipano alle audizioni in Regione ponendo domande precise e legittime: quanto suolo agricolo può essere utilizzato? Con quali limiti a livello comunale? Con quale equilibrio tra territori? Con quale livello di trasparenza e partecipazione? Come si possono favorire gli impianti che producono per l’autoconsumo dei cittadini e delle imprese? Come si può limitare il ricorso al biometano, che non può essere considerato fonte di energia totalmente rinnovabile? Domande condivisibili, che ad oggi non trovano una risposta dalla politica.

Serve una direzione chiara che eviti che alcuni territori, come quello ferrarese, continuino a sopportare una pressione sproporzionata. Serve mettere dei limiti all’utilizzo del suolo agricolo, tenendo conto anche di quanto è già stato consumato, e orientare le nuove installazioni verso aree già compromesse, come zone industriali dismesse, coperture o superifici già impermeabilizzate.

Allo stesso tempo, è necessario costruire un equilibrio tra i territori, perché la transizione energetica bisogna farla e siamo già in forte ritardo, ma non può tradursi in una concentrazione degli impianti sempre negli stessi luoghi. Serve garantire regole chiare, trasparenti e comprensibili, che permettano ai cittadini di sapere cosa accade e di partecipare prima che le decisioni siano già prese.

Siamo chiaramente favorevoli alla transizione energetica, che deve vedere il passaggio dalle energie fossili a quelle rinnovabili, e anzi occorre accelerarla ancor più. Ma essa va fatta bene e, in questo senso, si tratta di decidere come, dove e con quali regole realizzare gli impianti di energie rinnovabili.

È esattamente questo il livello di discussione che ci aspettavamo in questi mesi e che è mancato. Dobbiamo prendere atto che evidentemente Comune e Provincia, invece di esercitare un ruolo chiaro, attivo e propositivo, hanno scelto di attendere che le scelte vengano definite altrove, senza costruire una posizione chiara e condivisa.

Noi continuiamo a sostenere che è adesso che bisogna farsi sentire, svolgendo un ruolo attivo nella definizione della legge regionale, tutelando il territorio e riequilibrando una pressione già oggi insostenibile.

*Consiglieri comunali di La Comune di Ferrara, Movimento 5 Stelle, Lista Civica Anselmo e Partito democratico

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