Spettacoli
18 Aprile 2026
Domenica 19 aprile alle 10:30, un nuovo appuntamento solista della stagione al Teatro Comunale

“Ferrara musica al Ridotto”, recital pianistico di Michele Canella

di Redazione | 2 min

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Il Ridotto del Teatro Comunale ospita, domenica 19 aprile alle 10:30, un nuovo appuntamento solista della stagione di Ferrara Musica che vedrà protagonista Michele Canella, pianista da anni apprezzato per il rigore delle sue interpretazioni.

Il programma, di estremo impegno tecnico, rigore formale e densità espressiva, inverte la consueta gerarchia temporale per porre in apertura la monumentale Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 36 di Sergej Vasil’evič Rachmaninov. Presentata nella sua versione originale del 1913, questa stesura si distingue per una ricchezza di materiali e una durata maggiori rispetto alla revisione più asciutta del 1931, richiedendo un pianismo di rara potenza che si dipana attraverso tre movimenti collegati.

L’Allegro agitato espone un tema discendente che funge da pilastro strutturale, seguito dal lirismo inquieto del Non allegro e da un Allegro molto conclusivo che richiede un virtuosismo trascendentale, chiudendo l’opera in un vertiginoso climax sonoro.

Il cuore del recital di Michele Canella è occupato dalla Ciaccona in re minore di Johann Sebastian Bach nella celebre trascrizione di Ferruccio Busoni, una pagina che originariamente concludeva la Seconda Partita per violino solo e che qui viene trasfigurata attraverso la lente del pianismo tardo-ottocentesco. Busoni non si limita a una trasposizione, ma ricrea sulla tastiera le risonanze dell’organo: la solennità delle sessantaquattro variazioni che si susseguono sopra un basso ostinato rimane intatta, richiedendo all’interprete una gestione rigorosa della dinamica e una profonda comprensione della sua natura tragica.

Il percorso si conclude con il Preludio, Corale e Fuga di César Franck, capolavoro del 1884 che rappresenta l’apice della ricerca formale del compositore belga. In quest’opera Franck riesce a fondere la solidità contrappuntistica bachiana con l’armonia cromatica di fine Ottocento, attraverso l’uso romantico del principio ciclico.

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