Comacchio
16 Aprile 2026
Scoperto nel suo covo un kit da rapina e documenti falsi: fermato anche un connazionale

Latitante dei “Pink Panthers” arrestato ai Lidi: blitz dei Carabinieri

di Redazione | 3 min

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Lidi di Comacchio. È stato arrestato dopo quasi dieci anni di latitanza un 51enne serbo ritenuto esponente della nota rete criminale internazionale dei “Pink Panthers”: si nascondeva in un appartamento dei Lidi di Comacchio, dove i Carabinieri hanno fatto irruzione la sera del 13 aprile, fermando anche un connazionale trovato in possesso di documenti falsi.

L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Comacchio assieme ai colleghi della Stazione di Porto Garibaldi, a seguito di un’attivazione dell’Enfast (European Network of Fugitive Active Search Teams) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, su input delle autorità slovene. L’obiettivo era individuare un pericoloso latitante che avrebbe potuto trovare rifugio proprio sul litorale comacchiese.

Le ricerche si sono rivelate rapide ed efficaci: in poche ore i Carabinieri hanno individuato il covo, un appartamento nei Lidi, dove si nascondeva il 51enne, latitante dal 2016 e destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso dalla magistratura slovena per concorso in rapina aggravata con uso di armi da fuoco.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo sarebbe coinvolto nell’assalto a una gioielleria di Lubiana avvenuto nel 2016, durante il quale furono rubati 78 orologi di lusso per un valore di circa 450mila euro. Nel corso del colpo sarebbero stati esplosi anche alcuni colpi di arma da fuoco per coprire la fuga.

Durante la perquisizione dell’appartamento, i militari hanno sequestrato un vero e proprio arsenale operativo: documenti falsi, maschere e guanti in silicone per il travisamento, smartphone e ricetrasmittenti, dispositivi per la codifica di chiavi auto, arnesi da scasso, proiettili detenuti illegalmente e targhe rubate nel Ravennate lo scorso febbraio. Per questi elementi, oltre all’arresto, il 51enne è stato denunciato anche per ricettazione e detenzione abusiva di munizioni.

Dagli accertamenti è inoltre emerso che l’uomo era ricercato anche in Italia: su di lui pendeva un ordine di carcerazione emesso nel 2016 dalla Procura di Milano per una condanna per furto aggravato, immediatamente eseguito.

Nello stesso appartamento è stato individuato anche un secondo uomo, un 50enne connazionale senza fissa dimora, trovato in possesso di documenti croati contraffatti. Anche per lui è scattato l’arresto con l’accusa di possesso di documenti di identificazione falsi.

Al termine delle procedure, il 51enne è stato trasferito nel carcere di Ferrara, a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre il 50enne è stato trattenuto nelle camere di sicurezza del Comando provinciale. Nella mattinata successiva, il Tribunale di Ferrara ha convalidato il suo arresto, disponendo la liberazione in attesa dell’udienza fissata per il 19 maggio.

L’operazione conferma l’efficacia della collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e i circuiti internazionali di polizia nella lotta alla criminalità organizzata e transfrontaliera, oltre al costante presidio del territorio da parte dell’Arma.

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