Sabato 18 aprile, alle ore 18, il Circolo La Casona di Cassana, in via Smeraldina 35, aprirà le sue porte per una festa che ha il sapore dei grandi orizzonti. Non sarà un semplice concerto, ma l’anteprima della scaletta di “Migrazioni 2026”: l’ambizioso tour mondiale che vedrà i Cisalpipers, storica formazione del nostro territorio con vent’anni di successi alle spalle, volare tra Europa, Africa e Americhe.
I Cisalpipers approderanno su palchi leggendari come quello del Womad Festival di Cape Town, in Sudafrica. L’evento, ideato da Peter Gabriel, è la casa globale della world music: l’originalità del progetto musicale, che parte dal folk regionale per abbracciare le culture musicali degli altri continenti, ha conquistato l’entourage della rockstar inglese proiettando la prossima estate la band ferrarese Cisalpipers sulla scena per duettare accanto a grandi artisti internazionali, parlando un linguaggio moderno, potente e travolgente, capace di incantare platee cosmopolite.
Al centro di questo successo c’è il recupero della Piva Emiliana. Per secoli questa cornamusa storica è rimasta silenziosa, rischiando di scomparire definitivamente. È stata la passione e la ricerca di Chiara Temporin a riportarla alla luce, sottraendola all’oblio. Chiara infatti è oggi l’ultima suonatrice professionista di Piva Emiliana rimasta in attività. Grazie ai Cisalpipers, questo strumento non è più un pezzo da museo per pochi esperti, ma è tornato a essere protagonista assoluto, capace di unire generazioni lontanissime.
“Spesso si immagina uno strumento antico come qualcosa di polveroso, destinato a un pubblico di nicchia,” spiega Chiara Temporin. “La forza dei Cisalpipers è stata proprio quella di rompere questi schemi: noi prendiamo quel suono ancestrale che apparteneva ai nostri bisnonni e lo trasformiamo in un’energia contemporanea che fa saltare e ballare i ragazzi che frequentano i festival di world music. È una musica che unisce: andremo a insegnarla e a dimostrarla nelle Università estere, dove saremo chiamati a promuovere la bellezza della nostra lingua e delle nostre tradizioni attraverso workshop e seminari, ma la porteremo soprattutto tra la gente, perché le nostre radici sono un bene vivo, dinamico e incredibilmente attuale.” Mauro Pambianchi, fondatore nel lontano 2004 dei Cisalpipers: “Spesso in Italia si sottovaluta l’enorme credito e prestigio che la nostra cultura mantiene, nel mondo. Quando raggiungi queste audience globali ti accorgi che non si tratta più solo di musica, ma di identità territoriale associata al concetto di bellezza.”
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