Lite fuori da un bar del centro, il Questore firma tre “Daspo Willy”
Tre "Daspo Willy" sono stati emessi dal Questore di Ferrara nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti in una lite avvenuta all’esterno di un locale del centro cittadino
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Dovrà affrontare un nuovo processo Luca Stradiotto, 42enne broker assicurativo accusato di truffa. La seconda sezione della Corte di Cassazione ha infatti annullato l’ordinanza con cui, lo scorso dicembre, il giudice Giuseppe Palasciano aveva concesso la messa alla prova, accogliendo il ricorso avanzato dal pubblico ministero Stefano Longhi, sostenuto dall’avvocato di parte civile Salvatore Mirabile. Per l’imputato quindi si aprono nuovamente le porte dell’aula del tribunale di Ferrara, dove dovrà affrontare un nuovo procedimento di primo grado.
Secondo quanto evidenziato nel ricorso, l’ordinanza del tribunale sarebbe risultata carente nella valutazione della situazione economica dell’imputato. In particolare, già durante le precedenti udienze, i legali di parte civile avevano sostenuto e fatto notare che non sarebbe stata adeguatamente considerata la differenza tra il tenore di vita attribuito a Stradiotto e quanto da lui dichiarato al fisco, ritenendo non congrua la somma proposta a titolo di risarcimento ai fini dell’accesso all’istituto della messa alla prova.
Una “sperequazione evidente” l’aveva definita proprio l’avvocato Salvatore Mirabile, annunciando l’intenzione di ricorrere per Cassazione.
Secondo l’accusa sostenuta dal pm Stefano Longhi, il sostituto procuratore che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza di Ferrara, Stradiotto avrebbe convinto i clienti a sottoscrivere polizze mai richieste o comunque di contenuto diverso da quello previsto. In questo modo – sempre secondo la ricostruzione avanzata dagli inquirenti – il professionista, oltre a guadagnare in provvigioni per la stipula dei relativi contratti, avrebbe tratto profitto anche dalle provvigioni che l’assicurazione garantiva per le alte performance di realizzazione degli obiettivi aziendali.
Era stata la stessa agenzia ad avvisare via pec i propri clienti, dopo i fatti evidenziati dall’Auditing della direzione generale della compagnia assicurativa, il cui servizio ispettivo era culminato nel 2020 con “la sospensione e poi all’allontanamento per giusta causa – precisava la stessa agenzia -, anticipato di poche ore dalle (ovvie) dimissioni volontarie del soggetto”.
Alla luce di quei comportamenti l’organo di vigilanza del settore assicurativo, l’Ivass, sezione Intermediari Registro Unico Rui, aveva comminato a Stradiotto la sanzione della censura. E questo per irregolarità relative a “conclusione di polizze non conformi alle richieste ed esigenze dei contraenti” e “mancato rispetto delle regole di informativa precontrattuale“.
In tutto sono cinque le persone offese nel procedimento, assistite dagli avvocati Salvatore Mirabile e Marcello Vescovi, tra cui Giancarlo Bechicchi, agente generale dell’agenzia Generali di via Baluardi, per cui Stradiotto aveva lavorato fino al 2020, prima di diventare assicuratore per un’altra compagnia. Si sono tutte costituite parte civile insieme al Codacons che è assistito dall’avvocato Beatrice Capri.
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