Nuovo sviluppo giudiziario sui presunti finanziamenti ad Hamas che coinvolge anche Ra’ed Dawoud, attualmente detenuto presso la casa circondariale di via Arginone. La Corte di Cassazione, mercoledì 8 aprile, ha infatti annullato con rinvio le ordinanze del Tribunale del Riesame di Genova che avevano confermato le misure cautelari disposte dal gip nei confronti di quattro indagati, tra cui lo stesso Dawoud.
La decisione della Suprema Corte riguarda, oltre a Dawoud, anche Mohammad Hannoun, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, tutti accusati di aver sostenuto economicamente l’organizzazione palestinese Hamas. I giudici di legittimità hanno accolto i ricorsi presentati dalle difese, disponendo un nuovo esame della vicenda da parte del Riesame genovese, che dovrà pronunciarsi entro dieci giorni dal deposito delle motivazioni.
Nel frattempo, Dawoud resta detenuto nel carcere ferrarese, in attesa che il Tribunale (in diversa composizione) rivaluti la sussistenza dei presupposti per la custodia cautelare.
Un passaggio centrale della vicenda riguarda il tema delle prove: durante la requisitoria in Cassazione, la Procura generale aveva evidenziato criticità sull’utilizzabilità degli elementi forniti dall’intelligence israeliana, ritenuti non impiegabili nel procedimento. Una valutazione che ha trovato riscontro nella decisione della Corte, che ha di fatto escluso tali documenti dal quadro probatorio.
Parallelamente, la Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla Procura di Genova contro la scarcerazione di altri due indagati, Raed Al Salata e Khalil Abu Deiah, già rimessi in libertà dal Riesame. La loro posizione resta dunque invariata.
Ora si apre una nuova fase: spetterà nuovamente ai giudici genovesi stabilire se confermare o meno la detenzione degli indagati. Le motivazioni della Cassazione, attese nei prossimi giorni, saranno determinanti per orientare la decisione del Tribunale.
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