Politica
9 Aprile 2026
L'incontro pubblico sabato 11 aprile alla Sala 2000. Tra i relatori esponenti di CasaPound, Veneto Fronte Skinhead e Rete dei Patrioti

Il Comitato Remigrazione sbarca a Bondeno

di Elena Coatti | 3 min

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Il cosiddetto “Comitato Remigrazione e Riconquista” sbarca anche nel Ferrarese e lo fa con un appuntamento pubblico che promette di far discutere. Dopo le prime uscite nel resto d’Italia, la prossima tappa è fissata a Bondeno, sabato 11 aprile alle ore 16, nella Sala 2000 di viale Matteotti, per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare. I movimenti fondatori del Comitato sono CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani.

L’obiettivo dichiarato è quello di presentare contenuti, obiettivi e prospettive di una misura che – nelle intenzioni dei promotori – dovrebbe incidere sul futuro del Paese. Ma è soprattutto il contesto, più che il contenuto, ad accendere i riflettori.

Sul palco saliranno quattro figure tutt’altro che sconosciute negli ambienti dell’estrema destra: Salvatore Ferrara, Andrea Casolari, Manuel Radaelli e Mattia Piras. Un parterre che, più che una semplice conferenza, restituisce il ritratto di una galassia politica ben precisa.

Con il termine “remigrazione“, nei dibattiti europei, si indica in genere l’idea di favorire, o imporre, il ritorno nei Paesi d’origine di cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale. Nelle versioni più “moderate”, il riferimento è agli immigrati irregolari, come nel caso dell’Italia. Ma esistono interpretazioni più ampie e controverse.

Alcuni teorici di quest’idea attivi nell’estrema destra europea, come Martin Sellner (austriaco tra i primi teorici del neologismo), parlano infatti di un processo graduale che non riguarderebbe solo chi è senza documenti, ma anche chi viene considerato “non integrato” o indesiderato. In questa visione, il rientro nei Paesi d’origine potrebbe essere incentivato economicamente o socialmente, fino a configurare una pressione sistematica all’allontanamento. Negli ultimi anni, discussioni su piani di questo tipo sono emerse anche in contesti politici europei, suscitando forti critiche e timori per le implicazioni sui diritti civili e sulla tenuta democratica.

A guidare l’incontro che si terrà a Bondeno sarà Salvatore Ferrara, vicepresidente del Comitato e figura di lungo corso nell’estrema destra italiana. Classe 1963, originario di Brescia, arriva da una militanza decennale in Forza Nuova. Oggi è anche attivo nella Rete dei Patrioti nel Nord Italia. Tra le sue attività, spicca l’organizzazione delle commemorazioni annuali di Benito Mussolini a Dongo, luogo dove il Duce è stato arrestato il 27 aprile 1945. Appuntamenti, questi, che negli anni hanno visto la presenza dei ‘tradizionali’ rituali nostalgici del Ventennio, come i saluti romani.

Accanto a lui Andrea Casolari, referente del Veneto Fronte Skinheads, gruppo noto da tempo alle cronache nazionali. Tra le iniziative più eclatanti attribuite al movimento, gli attacchi coordinati nel 2015 contro diverse sedi Caritas del Nord Italia, tra Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Le diocesi erano ‘colpevoli’, secondo gli skinheads, di “favorire l’immigrazione” e di “annientare l’identità nazionale”.

Il gruppo è stato anche citato nel testo pubblicato nel 2002 dalla Stephen Roth Institute for the Study of Contemporary Antisemitism and Racism dell’Università di Tel Aviv intitolato “Antisemism Worldwide“, in cui nel capitolo sull’Italia viene definito come “uno dei movimenti più grandi e meglio organizzati del territorio”.

Non meno controverso il profilo di Manuel Radelli, giovane esponente di CasaPound Italia, organizzazione neofascista che da 23 anni occupa abusivamente l’edificio di via Napoleone III a Roma. A Piacenza è tra gli animatori del circolo “La Scure”, locale che ospita iconografie e ritratti di Mussolini.

Chiude il quadro Mattia Piras, responsabile regionale della Rete dei Patrioti. Anche lui con un passato in Forza Nuova, nel 2025 durante una ronda dei Patrioti a Casalecchio di Reno, rivendicò azioni di “controllo” del territorio contro giovani nordafricani di seconda generazione, auspicando a una “reazione” e a una “giustizia da sé” degli italiani contro questi stranieri che non considera “esseri umani, ma animali da sedare”.

L’appuntamento di sabato potrebbe non restare isolato. Dal Comitato fanno sapere che sono in programma iniziative anche a Ferrara città, con banchetti per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge.

E c’è già un primo elemento politico locale: sul sito ufficiale del Comitato compare tra gli aderenti istituzionali anche Gessica Massarenti, assessora del Comune di Mesola.

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