Qualità del lavoro e qualità del servizio rappresentano due facce della stessa medaglia, un legame indissolubile che l’amministrazione comunale di Ferrara sembra però aver dimenticato negando da mesi l’apertura di un percorso di confronto il cui unico obiettivo rimane quello: qualità del lavoro uguale qualità del servizio. Il mandato emerso dall’assemblea sindacale unitaria, dello scorso 26 marzo, e delineato in un documento di indirizzo votato all’unanimità, parla chiaro: i servizi educativi sono un bene comune, il loro futuro deve essere preservato e condiviso. La partecipazione è stata altissima e ha visto docenti, personale educativo e ausiliario dei nidi, delle scuole dell’infanzia e dei centri per le famiglie unirsi in un momento comune insieme alle famiglie del territorio. Parliamo di un sistema che si regge quotidianamente sulla professionalità di 162 docenti e 48 ausiliarie, figure che garantiscono il diritto all’educazione per oltre 1.500 bambini e bambine.
Gli interventi durante l’assemblea hanno ribadito la fotografia di una realtà segnata da precarietà diffusa e criticità organizzative. Particolarmente critico è il “paradosso delle ausiliarie”, molte delle quali assunte tramite agenzia interinale in una condizione che nega stabilità e dignità. Pur avendo un contratto a tempo indeterminato, queste lavoratrici non percepiscono stipendio nei mesi estivi e non hanno accesso all’indennità di disoccupazione, rendendo la sicurezza lavorativa un semplice miraggio.
Permangono forti criticità nella gestione delle supplenze e delle sostituzioni del personale educativo, sia comunale che esternalizzato. In un contesto di cronica carenza organica, l’affidamento a dinamiche ormai datate non garantisce più risposte efficaci; al contrario, il peso gestionale ricade sul personale organizzativo e su quello educativo, costretto a turni che coprono l’intera giornata. Ciò compromette la continuità didattica e la stabilità lavorativa. Da tempo proponiamo una soluzione che resta inascoltata: è indispensabile aggiornare accordi aziendali vecchi di vent’anni, legati a un modello ormai superato che, specialmente nel periodo estivo, impedisce a lavoratrici e lavoratori una dignitosa programmazione della propria vita.
La preoccupazione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp si estende anche alle attuali scelte gestionali, come lo smembramento dei Centri per le Famiglie. La decisione di dividere i Centri Bambini e Famiglie dal Centro per le Famiglie sotto due diversi assessorati ha indebolito la rete educativa, escludendo figure chiave dai progetti e riducendo la visibilità di servizi essenziali per la cittadinanza. Tutto questo è avvenuto in un contesto di cronica mancanza di comunicazione e corretto coinvolgimento del personale nei processi di rimodulazione del servizio.
Ancora più preoccupante è la persistente indisponibilità dell’Amministrazione Comunale di poter consegnare alle Organizzazioni Sindacali informazioni sul futuro modello gestionale dei plessi a gestione indiretta, oggi affidati al consorzio Res, e per i 4 nuovi plessi finanziati dal Pnrr. Nei documenti di recente approvazione viene delineata chiaramente la volontà di superare il modello dell’appalto andando verso quello della concessione senza riportare elementi di ulteriore indispensabile chiarezza.
Le Organizzazioni sindacali ribadiscono con forza la necessità di un confronto nel merito, ciascuno per il proprio ruolo, ove si possa conoscere la strada che si intende legittimamente intraprendere, e da dove emerga altrettanto chiaramente un responsabile investimento pubblico e un ruolo imprescindibile di regia, indirizzo e controllo da parte del Comune. Da mesi queste richieste di confronto rimangono senza risposta, ma oggi lavoratori e lavoratrici insieme alle famiglie si uniscono alle esigenze di vedere atti concreti ed un improrogabile cambio di passo nel sistema delle relazioni sindacali.
Rimane poi indispensabile avviare immediatamente un tavolo per la piena applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro: progressioni verticali e orizzontali e chiarezza nei tempi e nei modi di un piano assunzioni e stabilizzazioni certo ed efficace oggi solo sulla carta. In questo quadro si inserisce anche la scelta dell’Amministrazione di voler procedere attraverso lo strumento del concorso per il personale già a tempo indeterminato ai fini del passaggio di categoria, una decisione che riteniamo inadeguata e penalizzante per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti e che richiede un confronto urgente e approfondito.
Il modello pubblico va difeso garantendo parità di diritti e retribuzione tra settore pubblico e privato, opponendosi a ogni forma di divario contrattuale. La qualità dei servizi deve essere preservata attraverso l’ascolto delle famiglie e del personale coinvolto e con l’avvio di modelli gestionali che valorizzino il lavoro, senza comprimerne i costi e che non determinino incrementi delle tariffe d’accesso ai servizi.
I servizi educativi non sono un costo da tagliare, ma un bene comune. L’Amministrazione Comunale di Ferrara deve aprire un confronto immediato; le condizioni, gli strumenti e le risorse ci sono, diversamente la mobilitazione proseguirà con ogni strumento ritenuto efficace.
I bambini e le bambine di Ferrara non possono essere “privati” di un loro diritto costituzionalmente sancito. Meritano servizi di qualità basati sul pieno riconoscimento e sulla valorizzazione dei professionisti del settore.
Cgil Fp – Cisl Fp – Uil Fp
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