Cronaca
29 Marzo 2026
È il 56enne Alberto Cervellati. Con lui altre nove persone per cui la Procura ha chiesto il processo

Alluvione in Romagna, richiesta di rinvio a giudizio per un ferrarese

di Redazione | 2 min

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Dopo il deposito delle quasi 130 pagine di motivazioni con cui il gup Andrea Migliorelli ha spiegato il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, la difesa di Filippo Parisini, ex presidente dell'ente, prosciolto dalle accuse più gravi, commenta con soddisfazione quanto scritto dal giudice

C’è anche il 56enne ferrarese Alberto Cervellati tra i dieci dei dodici indagati iniziali per cui la Procura di Ravenna ha formulato richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo l’ultima delle tre alluvioni – quella di settembre 2024 – che in circa un anno e mezzo flagellarono il territorio ravennate.

L’inchiesta era partita dall’esondazione del fiume Lamone che la notte del 18 settembre 2024 aveva colpito gli abitati di Traversara e Boncellino.

Due le ipotesi di reato formulate dalla Procura: la prima di disastro colposo per la contestata inerzia con cui sarebbero state realizzate le opere necessarie, la seconda di pericolo di disastro per la qualità degli interventi realizzati dopo le prime due alluvioni ravennati: quelle del maggio 2023 per le quali il fascicolo è ancora aperto.

Punto tecnico di svolta, la consulenza che il procuratore capo Daniele Barberini e Francesco Coco –  titolari del fascicolo – avevano affidato a tre professori del Politecnico di Milano.

Le dieci richieste di rinvio a giudizio sono state notificate a dirigenti che, all’epoca dei fatti, ricoprivano ruoli apicali a Bologna e a Ravenna in Protezione Civile, Direzione cura del territorio e dell’ambiente, Servizio Difesa del suolo della costa e della bonifica o che avevano diretto lavori eseguiti sul Lamone prima o dopo l’alluvione.

Per le ultime due persone che avevano ricevuto l’avviso di fine indagini, c’è invece stata richiesta di archiviazione per questioni legate all’inquadramento formale dei loro ruoli durante i fatti contestati.

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