Una “giornata importante” caratterizzata “da una straordinaria partecipazione popolare”. Così il Comitato provinciale Società Civile per il No nel referendum costituzionale interviene sull’esito del Referendum costituzionale che ha visto una vittoria schiacciante per chi ha osteggiato la riforma proposta dal Governo Meloni.
“L’esito delle urne – scrivono – ha confermato la volontà netta dei cittadini di difendere l’integrità della Carta Costituzionale, inviando un segnale inequivocabile sulla necessità di preservare l’equilibrio tra i poteri dello Stato”.
Passano quindi a un’analisi dei dati che “evidenziano una dinamica territoriale significativa”. Nel Comune di Ferrara ha nettamente prevalso il No con una percentuale che supera anche il dato nazionale, 55,41% contro il 53,23%. Se si tiene invece conto del risultato provinciale a vincere è stato il Sì anche se con un margine risicato 50,44% contro il 49,56%.
Il comitato nota inoltre che “in provincia il divario dell’esito tra il Sì e il No è risultato a volte più sottile, a volte più rilevante”.
Uno scenario che “ha restituito comunque un quadro di grande voglia di partecipazione e di espressione dell’esercizio democratico attraverso il voto. Le persone si sono riappropriate del diritto di decidere quando in ballo ci sono temi decisivi per il Paese”.
L’affluenza nel territorio provinciale ha raggiunto il 63,79% mentre su scala nazionale, considerando anche il voto dall’estero, si è attestata al 55,7%.
Dalla società civile, dalle organizzazioni e dalle associazioni del Comitato per il NO emergerebbe dunque un messaggio chiaro: “la Costituzione non deve essere stravolta, ma applicata integralmente”.
“Il successo del No – aggiungono – rappresenta la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, pilastri fondamentali di una democrazia in cui la legge è uguale per tutti. Il voto ha respinto un tentativo di forzatura che mirava a ridefinire le regole del gioco in modo unilaterale, riaffermando la centralità decisionale del Parlamento per le riforme che non si impongono ma si condividono”.
Tra i dati di particolare rilievo su cui tanti analisti si stanno concentrando quello della partecipazione delle nuove generazioni. Chi ha tra i 18 e i 34 anni ha votato massicciamente per il No mentre tra le generazioni più anziane l’esito è risultato meno scontato.
Per favorire la partecipazione dei giovani nella nostra provincia, il Comitato ha “lavorato intensamente insieme alle associazioni studentesche”. Uno sforzo congiunto che “è stato fondamentale per permettere l’esercizio del diritto di voto ai tanti giovani studenti fuorisede, ai quali il governo aveva negato tale diritto”.
“L’esito referendario – concludono – rompe la narrazione di un consenso inattaccabile per l’attuale esecutivo e consegna a noi la responsabilità di rimettere al centro i bisogni materiali delle persone, in quanto cittadini e lavoratori, fondamentali per il futuro del Paese. Segnali che come Comitato abbiamo raccolto nelle tante iniziative pubbliche e nelle piazze in queste ultime settimane di campagna referendaria e che perseguiremo per migliorare la tenuta sociale ed economica della nostra provincia”.
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