Politica
21 Marzo 2026
Le chat con il consigliere Caprini (sindacalista Sap): “Mi attivo col questore”, “Va messo all'immigrazione”

Naomo e i maneggi per far allontanare un commissario della Digos

di Marco Zavagli | 3 min

Leggi anche

Referendum. “Con questa riforma addio alle sentenze coraggiose”

Ultimi atti della campagna referendaria. Mesi che hanno portato, fra l’altro, a un inasprimento della percezione dei magistrati nell’opinione pubblica. Così come a uno sviamento dal punto nodale della riforma proposta dal governo: ovvero il fatto che le sue conseguenze si riverserebbero direttamente sui cittadini

Non si sa cosa abbia fatto, o cosa non abbia lasciato fare, di tanto sbagliato da meritare attenzioni tanto alte. Fatto sta che un vicecommissario della Digos proprio non entrava nelle simpatie dei piani alti dell’amministrazione comunale di Ferrara.

Al punto da cercare, o promettere di farlo rimuovere. È l’ennesima vicenda di cronaca che in quel di Ferrara si fatica a catalogare come “giudiziaria” o “politica”.

Protagonista è ancora una volta Nicola Lodi detto Naomo, intimo e fidato scudiero del sindaco Alan Fabbri.

Da una chat privata tra l’ex vicesindaco (oggi decaduto dopo la condanna in primo grado a 2 anni e 10 mesi per induzione indebita e la conseguente sospensione dalla carica per la legge Severino) e Luca Caprini, consigliere comunale (allora in quota Lega oggi nella Lista del sindaco Alan Fabbri), emergono conversazioni alquanto particolari.

Conversazioni che hanno ad oggetto un importante funzionario della Digos, il reparto della Questura che per sua natura ha più rapporti con la pubblica amministrazione. Un funzionario evidentemente scomodo. O forse non “amico”.

Queste chat erano già state acquisite nel 2020 dalla procura tramite sequestro dei dispositivi informatici di Caprini. Via Mentessi indagava sul consigliere – al tempo ispettore della Polstrada di Altedo e dirigente sindacale del Sap – per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, con apologia della Shoah.

Quell’indagine si chiuse con l’archiviazione richiesta dalla stessa procura, ma il relativo materiale è confluito nell’odierno procedimento a carico di Lodi, accusato di trattamento illecito di dati personali e diffamazione, nell’ambito del presunto caso di dossieraggio ai danni dell’ex consigliera Anna Ferraresi.

E qui entra in gioco l’odiato vicecommissario. Il suo nome è Alessandro Chiarelli. Chiarelli, 60 anni, oggi in congedo, è stato anche segretario del Siap, sindacato di base rappresentativo del personale della Polizia di Stato.

Non si sa il motivo di tanto accanimento, ma il suo nome e le sue azioni ricorrono spesso nella messaggistica tra Lodi e Caprini. E mai in termini encomiastici.

È il 25 maggio 2020 quando Lodi scrive al compagno di partito: “se abbiamo qualche input mi attivo col questore”. Allora a capo di Palazzo Camerini c’era Cesare Capocasa. Caprini fa capire il senso dell’eventuale interessamento: “deve cavarlo dalla Digos e metterlo all’immigrazione”. E Naomo sembra cercare spunti: “trovami qualcosa”. L’altro: “Ok”.

Due giorni dopo, il 27, Caprini insiste: “Bisogna chiedere al Questore di mettere Chiarelli in un altro posto e non alla Digos”.

Negli stessi giorni Caprini ricorda che è il compleanno di Chiarelli. Lodi risponde con una bestemmia che richiama l’adorazione degli antichi egizi per il dio Anubis.

L’attenzione per Chiarelli si evince anche dai diversi post su facebook del sostituto commissario che i due si scambiano: “questo è Chiarelli” dice Caprini. “Maledetto” replica Naomo. E un minuto dopo Caprini rilancia: “appena riesci facciamo due chiacchiere… è un problema”.

Quanto emerso si avvicina concettualmente a una interrogazione depositata nella passata consigliatura da Anna Ferraresi, ex consigliera della Lega finita poi nel gruppo misto dopo la denuncia nei confronti di Stefano Solaroli, al tempo vice capogruppo della Lega, per istigazione alla corruzione (Solaroli verrà condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi).

Ferraresi, in quanto parte offesa nel processo per dossieraggio, aveva già in mano quelle chat. “Ho avuto modo di apprendere che il vicesindaco – scriveva nell’interrogazione -, unitamente ad altro pubblico ufficiale, si sarebbe attivato presso il questore per trasferire ad altro ufficio un agente ‘sgradito’, dimostrando così di volersi ingerire addirittura sulla formazione dell’organico degli agenti in forza alla Digos”.

“È assurdo”, rispose allora Lodi a Estense.com, “io non ho fatto spostare alcun agente della Digos, non ho i poteri del ministero dell’Interno. Se ne sono dette di tutte, nego categoricamente. Sono anche curioso di sapere chi è l’agente in questione, anche perché non li conosco tutti”.

Curiosità ora soddisfatta.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com