È stato condannato a dieci anni di carcere – in primo grado – il 43enne di nazionalità marocchina finito a processo per il tentato omicidio di via Cavedone dove, il 30 novembre 2024, era stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver accoltellato alla gola un proprio connazionale 46enne con un cutter.
La Procura aveva chiesto dodici anni di pena, due in più rispetto a quelli che alla fine ieri (giovedì 19 marzo) gli ha inflitto il collegio del tribunale di Ferrara, nonostante l’imputato – sentito nuovamente in aula – abbia ribadito nuovamente la propria innocenza, dicendo di non essere stato lui a commettere il fatto.
La vicenda era avvenuta in un sabato pomeriggio d’inverno. A lanciare l’allarme erano stati alcuni passanti che avevano notato un uomo ferito che stava cercando da fuori di bloccare l’uscita della propria casa, tirando la porta verso di sé. All’interno dell’abitazione c’era ancora un amico con cui stava pranzando ma che, poco prima, mentre stava cucinando, questa l’accusa sostenuta dall’inizio alla fine dalla Procura, lo aveva colpito alla gola, di fatto sorprendendolo alle spalle, mentre stava impugnando la lama di un cutter.
Sanguinante, l’aggredito – assistito dall’avvocato Massimo Bissi – aveva chiesto aiuto ai vicini, gridando. Subito sul posto erano arrivati l’ambulanza e i carabinieri, chiamati dai passanti, mentre i vicini di casa erano scesi in strada per aiutare il ferito.
I due – questa la ricostruzione avanzata dagli inquirenti – si sarebbero incontrati poco prima di pranzo in un bar per poi trasferirsi nell’abitazione del 46enne per pranzare. Il movente del gesto, secondo le ipotesi accusatorie, sarebbe da ricondurre a questioni sentimentali e motivi di gelosia nei confronti di una donna.
Dopo le medicazioni effettuate sul posto, l’ambulanza del 118 aveva successivamente trasferito il 46ennne all’ospedale Sant’Anna di Cona non in pericolo di vita. Nonostante ciò, tenute in considerazione le caratteristiche della ferita inferta e la collocazione della stessa sulla gola della vittima, la Procura di Ferrara – nei confronti del 43enne – aveva comunque deciso di procedere per l’ipotesi di tentato omicidio. Un’ipotesi per cui ieri è stato condannato – in primo grado – a dieci anni e al pagamento di una provvisionale pari a 7mila euro.
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