Economia e Lavoro
17 Marzo 2026
Federconsumatori invoca "interventi urgentissimi per ridurre le accise e misure di contrasto alle speculazioni"

Costo carburanti, un lunedì nero

di Redazione | 3 min

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In più occasioni era andato sotto casa di lei, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, dietro la promessa di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse. Altre volte l'aveva minacciata di morte per messaggio. Tutto perché lei aveva scelto di interrompere la relazione affettiva che la legava a lui e lui non lo aveva accettato

Ferrara tra le province più colpite dal caro carburanti. Secondo i dati diffusi da Federconsumatori, lunedì 16 marzo il 44% dei distributori ferraresi ha superato la soglia dei 2,1 euro al litro per il gasolio, mentre sono sempre più rari gli impianti sotto i 2 euro.

Un quadro che si inserisce in una situazione regionale definita senza mezzi termini come un “lunedì nero per i consumatori e le consumatrici dell’Emilia-Romagna”, alle prese con aumenti rapidi e diffusi. In pochi giorni, infatti, la quota di distributori con diesel sotto i 2 euro è crollata: dal 32% del 9 marzo al 9% del 13 marzo, fino a scendere a meno del 4% il 16 marzo.

A Ferrara si registrano anche alcune delle offerte più basse della regione, almeno sulla carta, con un distributore che segnava 1,684 euro al litro. Tuttavia, avverte Federconsumatori, si tratta di dati “tutti da verificare nella realtà”, anche perché “i tentativi di comunicare con i distributori e le compagnie si sono scontrati con telefoni inattivi o centralini automatizzati che non forniscono informazioni sui prezzi”.

Il fenomeno riguarda tutta l’Emilia-Romagna, ma con differenze territoriali. Le situazioni più critiche si registrano a Ravenna, Parma, Modena e Rimini, mentre condizioni leggermente migliori si rilevano nel Forlivese. Restano comunque diffusi i casi di prezzi molto elevati: sono 28 i distributori regionali sopra i 2,2 euro al litro di diesel, con picchi che superano i 2,3 euro.

Ancora più marcato il divario tra self e servito, soprattutto sulla rete autostradale. In alcuni casi, come a Ravenna, il gasolio servito arriva a 2,599 euro al litro, con una differenza che può sfiorare “i 50 euro per un pieno” rispetto ai prezzi più bassi disponibili nello stesso territorio.

Non va meglio sul fronte della benzina, dove oltre il 12% dei distributori regionali supera 1,9 euro al litro, con punte oltre i 2,1 euro.

Per Federconsumatori si tratta di una dinamica preoccupante, destinata ad avere effetti a catena. “Difficile prevedere il peso di quanto sta accadendo sui bilanci delle famiglie”, si legge nell’analisi, ma è certo che l’aumento dei carburanti rischia di riflettersi su bollette e prezzi al consumo.

Da qui la richiesta di un intervento urgente: “È urgentissimo intervenire per ridurre le accise, di almeno 20 centesimi al litro, accompagnando la misura con un forte contrasto alle speculazioni”. Secondo l’associazione, infatti, le compagnie petrolifere starebbero beneficiando di margini elevati “a discapito dell’interesse generale”.

Infine, Federconsumatori sottolinea come un ruolo possa essere giocato anche dalle istituzioni locali. “Su questi temi possono avere un ruolo importante anche la Regione Emilia-Romagna e gli enti locali”, si legge, mentre cresce la preoccupazione per una nuova stagione di rincari destinata a incidere ancora una volta sul potere d’acquisto delle famiglie.

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