Argenta. Esplorare i confini tra il reale e ciò che fluttua nell’immaginario. E’ questo il senso di “Istanze”, l’ultima opera di Luca Grigoli, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore, dove lo stile della prosa si fonde alla lirica per mappare i territori della coscienza.
“Istanze”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio . «Sono molto contento di questa opportunità – commenta l’autore -. Ringrazio la casa editrice Aletti per il supporto e la presenza».
Il volume si configura come una navigazione introspettiva tra le pieghe del tempo, nato – come racconta l’autore, che vive a Consandolo, frazione di Argenta – durante il periodo della pandemia. E di questo tempo risente, non tanto nei contenuti quanto nell’impronta storica, quando le urgenze diventano più impellenti, il passato è un ricordo, il presente spaventa e il futuro è un’incognita. Grigoli non si limita a narrare, ma evoca: le estati remote, i manieri avvolti dal mistero e i panorami onirici diventano allegorie di un vissuto che oscilla tra la vulnerabilità e la resilienza. La natura e le architetture domestiche smettono di stare sullo sfondo per trasformarsi in superfici riflettenti, capaci di dare forma a ferite silenziose, nostalgie giovanili e improvvisi barlumi di gioia. Il perno attorno a cui ruota l’intera silloge è l’inesorabilità del tempo a cui si intrecciano le istanze psicologiche.
Come una clessidra che setaccia l’esistenza, l’autore analizza il senso di precarietà e lo sradicamento dell’uomo moderno. Ogni componimento è un tentativo di ricomporre lo specchio infranto della memoria, cercando una sintesi tra gli spettri di ieri e la ricerca di un senso nel presente, con una penna visionaria che – dal romanticismo al realismo – risente delle memorie storiche, ma anche di surrealismo e simbolismo. «Istanze – scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore – è una meditazione in versi che non offre punti fermi, ma una costellazione di immagini, memorie e visioni che si muovono tra passato, presente e un futuro carico di presagi. È una raccolta che non chiede di essere letta con logica lineare, perché vive di stratificazioni, che accomunano simbolismo e realtà».
L’opera è un invito a sostare nel silenzio della propria interiorità, accettando le ombre per poter finalmente scorgere la luce. Una lettura necessaria per chiunque cerchi, nelle parole, un ancoraggio contro il fluire indistinto dei giorni. «La mia è una scrittura onirica – afferma Grigoli – che fissa dei momenti legati al vissuto, in cui ogni lettore può ritrovare esperienze personali e presenza affettiva».
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