Goro
15 Marzo 2026
Nel Delta del Po il sistema ideato dall’imprenditore Gabriele Pennini rafforza reti e strutture degli impianti, offrendo una nuova prospettiva per molluschicoltura e acquacoltura

Nel Delta del Po sviluppata una possibile risposta al granchio blu

di Redazione | 2 min

Leggi anche

Uomo ferito durante lavori in via Bologna, indagini in corso

In un primo momento si è pensato a un infortunio sul lavoro, ipotesi che al momento resta la più plausibile, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. L’idea di una possibile aggressione è emersa solo successivamente nel corso delle indagini, complicate soprattutto dalle difficoltà di comunicazione con le persone presenti sul posto

Nel Delta del Po, uno dei territori più colpiti in Europa dall’emergenza del granchio blu, un imprenditore polesano ha sviluppato un sistema innovativo che potrebbe permettere agli allevamenti di molluschi di tornare a produrre.

L’innovazione è stata sviluppata dall’imprenditore polesano Gabriele Pennini, titolare della Emp Evolution di Occhiobello, azienda specializzata nella produzione di strutture tecniche in materiale plastico.

Negli ultimi anni la diffusione del granchio blu (Callinectes sapidus), specie aliena invasiva originaria delle coste americane, ha messo in grave difficoltà numerosi allevamenti di molluschi e altre produzioni ittiche nel Delta del Po. Oltre alla predazione diretta, il crostaceo provoca il danneggiamento delle reti e delle strutture degli impianti, rendendo spesso impossibile proseguire l’attività produttiva.

Da questa emergenza è nata l’idea di sviluppare un sistema strutturale capace di proteggere le reti e migliorare la stabilità degli impianti, riducendo le rotture causate dall’attività del granchio blu e dal moto ondoso.

Il sistema, basato su pali strutturali appositamente progettati, è stato applicato negli ultimi anni in ambiente reale presso operatori del territorio, consentendo la ripresa delle coltivazioni in impianti che erano stati fortemente compromessi.

«L’obiettivo – spiega Pennini – non è eliminare il granchio blu, ma permettere agli allevamenti di continuare a produrre anche in presenza di questa specie invasiva, rafforzando la struttura degli impianti».

La soluzione è attualmente oggetto di domanda di brevetto e rappresenta il risultato di un percorso di sviluppo tecnico e sperimentazione condotto negli ultimi anni direttamente sul territorio.

L’innovazione sta suscitando crescente interesse tra operatori del settore e organizzazioni di categoria, alla ricerca di strumenti concreti per affrontare una crisi che ha messo in difficoltà l’intero comparto della pesca e dell’acquacoltura.

Il sistema potrebbe rappresentare un nuovo approccio alla gestione dell’emergenza: non solo interventi di sostegno economico o contenimento della specie invasiva, ma anche soluzioni tecniche capaci di rendere gli impianti più resistenti e permettere la continuità dell’attività produttiva.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com