Attualità
14 Marzo 2026
Gli attivisti di Rete Pace Ferrara in presidio in piazza Municipale hanno voluto denunciare l'attacco congiunto di Israele e Usa in Iran

Rete Pace: “Trump responsabile della morte di oltre 150 bambini”

di Redazione | 2 min

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Furgoni in centro e bancarelle chiuse: la protesta degli ambulanti

Una protesta pacifica, ma determinata, quella andata in scena nella mattinata di venerdì 13 marzo nel cuore di Ferrara. Decine di ambulanti del mercato settimanale del venerdì (e del lunedì) si sono ritrovati in piazza Cattedrale per manifestare contro lo spostamento temporaneo delle bancarelle

di Emanuele Gessi

“Ma quale Nobel per la Pace” – hanno attaccato gli attivisti di Rete Pace da piazza Municipale a Ferrara nella mattina del 14 marzo – Donald Trump, con l’attacco congiunto a Israele in Iran “è il responsabile della morte di oltre 150 bambini”. Nei cartelli esposti spiccava la foto, divulgata dai media internazionali, delle bare dei piccoli.

A venire denunciate, da parte del gruppo ferrarese, sono le violazioni e la violenza in corso in Medio Oriente: “Un passo fatale dentro la terza guerra mondiale targato Usa e Israele”. E aggiungono che si tratta di un chiaro esempio della volontà, delle due potenze in questione, di “imporre la legge della forza sulla forza della legge”.

Non mancano i passaggi dedicati alla tragedia palestinese: “Denunciamo il genocidio a Gaza, mai interrotto. Anche in questi giorni le uccisioni vanno avanti, tanto nella Striscia quanto in Cisgiordania”.

Un presidio contenuto nell’affluenza, quello andato in scena nella mattinata del 14 marzo. Se ne rammarica Laura Trentini, oggi pensionata, ma con una carriera ai vertici della Polizia locale e provinciale, che a margine del sit-in auspica una partecipazione più consistente in futuro per far sentire ai potenti la voce di chi vuole la pace. “Le ripercussioni sono gravissime anche dal punto di vista ambientale”, sottolinea, oltre che da quello economico, sociale e umanitario.

A farle eco è Roberto Cassoli, presidente dell’Anpi ferrarese (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), qui presente come comune cittadino. “Stiamo vivendo – dice – uno dei momenti più difficili. C’è la necessità che la guerra finisca al più presto”. Per riuscirci, prosegue Cassoli, bisogna recuperare un elemento fondamentale, il dialogo. Il famoso multilateralismo. E la determinazione popolare dei cittadini che possono e devono contrapporsi alle logiche spietate e belligeranti.

Il presidio intanto va avanti. E nel frattempo arriva il microfono, con un sospiro di sollievo dei manifestanti, costretti inizialmente a farsi sentire senza ausili acustici, a causa di problemi tecnici. Nel cerchio degli uditori si fa notare un cartello, tenuto in mano da una donna, in cui si legge: “Fame, paura e morte. Solo questo è la guerra”. Andrea Firrincieli, Francesca Cigala, Corrado Oddi, Barbara Diolaiti e diversi altri attivisti della Rete si alternano nella lettura di articoli che analizzano la situazione geopolitica odierna. Spazio anche alle poesie pacifiste di Jacques Prévert e Bertolt Brecht.

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