Riva del Po
12 Marzo 2026
Un ingegnere specializzato verificherà se l'impianto di riscaldamento e produzione di acqua calda fosse a norma. Il fatto risale al 22 novembre 2023, a perdere la vita fu il 73enne Carlo Alberto Buzzoni

Morto per monossido nell’ex canonica. Un perito per fare chiarezza

di Davide Soattin | 2 min

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Cologna. Per far luce sulla tragica fine di Carlo Alberto Buzzoni, morto per intossicazione da monossido di carbonio all’interno dell’ex canonica della chiesa di Cologna, dove risiedeva, ieri (mercoledì 11 marzo) mattina, il gup Marco Peraro del tribunale di Ferrara ha nominato un perito.

Spetterà all’esperto infatti, un ingegnere specializzato in caldaie, attraverso gli accertamenti che prenderanno il via il 28 aprile, verificare se l’impianto di riscaldamento e produzione di acqua calda fosse a norma e se la fuoriuscita di monossido possa essere attribuita a responsabilità del conduttore o del locatore.

Accusato di omicidio colposo attualmente c’è don Francesco Pio Morcavallo, 46enne parroco di Cologna, difeso dall’avvocato Denis Lovison. A rappresentare le parti civili invece gli avvocati Gianluca Filippone e Marcello Vescovi, che assistono i familiari della vittima.

Per lui, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio perché, in qualità di parroco e amministratore della parrocchia di Cologna, per colpa generica consistita in negligenza, imprudenza e imperizia, avrebbe concesso in uso l’abitazione a Buzzoni senza verificare – questa l’accusa – la corretta funzionalità e installazione delle apparecchiature per il riscaldamento e la produzione di acqua calda che erano situate all’interno del bagno. Apparecchiature che, come da verifica dei vigili del fuoco, “non risultavano – si legge nel capo di imputazione – installate conformemente alle norme UNI CIG 7129” che ne vietavano quindi l’utilizzo in quel tipo di locali.

Il corpo senza vita di Carlo Alberto Buzzoni era stato ritrovato intorno all’ora di pranzo del 22 novembre 2023 al civico 373 in via Brusantina. A dare l’allarme erano stati alcuni conoscenti dell’anziano che, non vedendolo comparire al mattino, si erano insospettiti e avevano deciso di allertare i figli e i soccorsi. Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118 con ambulanza e automedica, oltre che i carabinieri, ma purtroppo per il 73enne non c’era già più nulla da fare: era già morto da alcune ore.

Il processo tornerà in aula il 16 settembre quando il perito relazionerà sugli esiti degli accertamenti.

 

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