Attualità
5 Marzo 2026
Durante gli ingressi per recuperare gli effetti personali alcuni residenti segnalano aria irrespirabile nella torre A. Il rischio "bomba biologica" era già stato denunciato dalla consigliera Chiappini

Grattacielo, ora si rischia l’emergenza sanitaria: “Nelle scale odore di carne putrefatta”

di Elena Coatti | 2 min

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Un odore forte, difficile da sopportare, che qualcuno descrive come “carne putrefatta” o, addirittura, “cadavere“.

È quanto hanno segnalato diversi residenti usciti mercoledì mattina dalla torre A del Grattacielo, durante le operazioni di accesso a pagamento (30 euro per entrare nei propri immobili per il tempo di 45 minuti) agli appartamenti per recuperare effetti personali e documenti rimasti nelle abitazioni dopo lo sgombero.

Secondo diverse testimonianze raccolte da Estensecom all’esterno dell’edificio, l’aria nel vano scale sarebbe particolarmente pesante e difficile da sopportare.

“C’è un odore fortissimo, come di carne andata a male“, racconta una signora appena uscita dalla torre. “Dopo pochi minuti mi è venuto un gran mal di testa. Consiglio a chi deve entrare di mettere una mascherina per coprire naso e bocca, perché l’odore è davvero forte”.

Segnalazioni simili arrivano anche da altri residenti che in mattinata hanno fatto ingresso negli appartamenti. Molti raccontano di aver percepito un odore persistente soprattutto nelle scale, tanto da rendere la permanenza all’interno dell’edificio particolarmente problematica.

Il tema del rischio che le condizioni igienico-sanitarie all’interno delle torri diventasse un problema di ordine pubblico era già arrivato anche sul piano politico. Lo scorso 25 febbraio, la consigliera comunale del Partito democratico Anna Chiappini aveva presentato un’interrogazione – che non ha ancora ricevuto risposta in Consiglio – chiedendo chiarimenti sulla situazione degli appartamenti rimasti chiusi dopo lo sgombero disposto a gennaio, in seguito all’incendio che ha interessato la torre B.

Nel documento Chiappini ricorda che molti residenti hanno lasciato nelle case alimenti e altri beni deperibili al momento dell’evacuazione, portando con sé solo l’essenziale.

Un problema che sarebbe stato aggravato dall’interruzione della corrente elettrica negli appartamenti, con il conseguente spegnimento di frigoriferi e congelatori. Una situazione che potrebbe favorire la decomposizione degli alimenti e la proliferazione di batteri e muffe.

Per la consigliera dem, il rischio è che questa situazione possa trasformarsi in una sorta di “bomba biologica”.

E proprio le segnalazioni emerse in queste ore durante i rientri nelle torri sembrano rendere estremamente attuale l’infelice profezia di quella interrogazione.

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