Continuano i rientri dei residenti evacuati dal Grattacielo per recuperare effetti personali e documenti rimasti negli appartamenti. Come disposto dallo studio Donazzi, amministratore di condominio, nelle giornate di accesso contingentato alle torri A, B e C, davanti all’edificio si è visto un continuo via vai di persone, spesso accompagnate da amici o parenti (uno solo poteva accompagnare l’avente diritto) arrivati con le auto per aiutare a portare via borse, scatoloni e ciò che era rimasto nelle case lasciate in fretta nel giorno dello sgombero.
Tra chi mercoledì 4 marzo è riuscito a rientrare c’è Camara Aly, lavoratore all’Interporto di Bologna. Dopo lo sgombero è stato accolto da Caritas nella struttura dell’ex San Bartolo.
“Quando ci hanno comunicato dell’ordinanza di evacuazione ci avevano detto che dovevamo avere quindici giorni di tempo per trovare un posto dove andare – ha raccontato ai nostri taccuini -. Invece, dopo due giorni sono venuti e ci hanno fatto uscire. Non avevamo dove dormire, ma per fortuna sono intervenute le volontarie di Caritas”.
Per Camara tornare nell’appartamento era soprattutto una necessità legata alla salute: convinto che sarebbe potuto rientrare in breve tempo, in casa aveva lasciato alcuni documenti sanitari indispensabili per una visita medica già programmata all’ospedale Sant’Anna di Cona.
“Avevo bisogno di quei documenti – spiega -, l’avevo fatto presente immediatamente ma non mi hanno dato modo di recuperarli in tempo e ho perso l’appuntamento. Adesso devo rifare tutto”.
Un problema che, racconta, pesa soprattutto per i tempi prolungati della sanità pubblica. “Per avere una visita qui bisogna aspettar tanto – aggiunge -. A volte tre o quattro mesi. Se perdi l’appuntamento devi ricominciare da capo”.
A permettergli di entrare nell’appartamento è stato il proprietario di casa, che ha provveduto a coprire il costo richiesto di trenta euro dallo studio Donazzi.
Intanto davanti al Grattacielo proseguono le operazioni di recupero degli effetti personali. C’è chi recupera vestiti e documenti, chi computer e altri oggetti di valore. Alcuni avevano anche pensato di portare via mobili ed elettrodomestici, ma i tempi ridotti rendono l’operazione quasi impossibile.
“In 45 minuti non riesci a fare molto – racconta una residente della Torre A – soprattutto se devi scendere e salire le scale più volte. Almeno nella torre dove non c’è stato l’incendio si poteva pensare di rimettere in funzione l’ascensore per portare via le cose più grandi”.
Tra le persone presenti mercoledì mattina non sono mancate anche situazioni di confusione. Alcuni residenti si sono presentati davanti all’edificio senza aver ancora ricevuto la conferma con l’orario preciso di ingresso, pur avendo già completato la procedura richiesta. In questi casi, sono stati invitati dal personale Securfox la comunicazione ufficiale prima di poter accedere agli appartamenti.
Per molti resta comunque una corsa contro il tempo: pochi minuti per entrare in casa, recuperare ciò che serve davvero e richiudere la porta di un appartamento che, almeno per ora, resta inaccessibile.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com