Politica
28 Febbraio 2026
Francesco Negrini critica il progetto 2026-27 del Comune di Ferrara: "Parole ambiziose, ma servizi indeboliti e lavoro precario"

Talent Playground, il Pd attacca: “Così non si trattengono i talenti”

di Redazione | 2 min

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“Che cos’è Talent Playground 2026-27? È la seconda edizione di un progetto del Comune di Ferrara volto a intercettare e trattenere ‘talenti altamente specializzati'”, parte da questa domanda l’intervento di Francesco Negrini, del gruppo Giovani del Partito democratico.
“Il progetto, finanziato all’80% dalla Regione Emilia-Romagna – precisa Negrini -, ha intenti condivisibili, ma ridotti a un semplice sportello informativo. L’assessora Scaramagli, nel presentare il Talent Playground, ha citato i servizi di qualità della città e ha evocato la costruzione di un ‘ecosistema capace di trattenere energie e professionalità'”.
“Sono parole che stridono con l’operato dell’amministrazione comunale – commenta – che, come testimoniato dalla recente mobilitazione del personale pubblico cittadino, non perde invece occasione per indebolire i servizi e non teme di prolungare condizioni di precarietà e instabilità lavorativa dei suoi dipendenti”.
“Negli opuscoli si racconta una città ideale – prosegue Negrini -, ma restano le criticità reali: la precarietà delle lavoratrici dei nidi, le ipotesi di esternalizzazione, le difficoltà abitative di studenti e lavoratori, l’insicurezza degli spazi aggregativi e i rapporti complessi con il volontariato. Come Partito Democratico abbiamo intrapreso un percorso di confronto con le realtà associative, produttive e accademiche del nostro territorio, per comprendere e definire insieme gli sforzi necessari a costruire un “ecosistema”, capace di integrare formazione e lavoro”.
“Già alla Festa dell’Unità, in un confronto moderato da Lorenzo Massarenti – aggiunge -, abbiamo discusso con l’ex ministro Bianchi, il professor Marchi e la professoressa Grimaldi del legame strategico tra politiche educative, ricerca e sviluppo industriale. Un filo comune li univa: il progetto del Tecnopolo, che punta a connettere capitale umano e infrastrutture tecnologiche avanzate, generando lavoro e opportunità anche per le aree interne e il sistema produttivo locale”.
“Riteniamo che la nostra città necessiti di una regia a lungo termine e complessiva dello sviluppo produttivo e non di una ipocrita certificazione di ciò che esiste ed è sempre più precario. È un ruolo di regia che dovrebbe essere esercitato dal Comune, molto più orientato invece a una politica isolazionista e proiettata a senso unico. Attrarre e trattenere richiede coerenza tra parole e scelte amministrative: servizi solidi, lavoro stabile e politiche integrate. È su questo che si misura la credibilità di una visione di città”, conclude Negrini.
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