Economia e Lavoro
27 Febbraio 2026
I sindacati denunciano: "L'azienda vorrebbe assumere i dipendenti di Ageste e Cfp a tempo determinato rendendoli precari: pronti a rivolgerci a un giudice"

Conserve Italia internalizza le pulizie: 11 lavoratori in appalto verso il licenziamento

di Redazione | 3 min

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Si apre uno scenario occupazionale critico nel comparto delle pulizie industriali legate a Conserve Italia. Con un comunicato unitario diffuso il 27 febbraio 2026, le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Filcams-Cgil, Fit-Cisl, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti denunciano l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà complessivamente undici lavoratori.

“La Cooperativa Ageste mercoledì 17 febbraio ha avviato le procedure per il licenziamento collettivo di 9 soci lavoratori, assunti con contratto a tempo indeterminato”, si legge nella nota. Alla procedura si aggiunge la posizione di altri due dipendenti della cooperativa Cfp che, pur non potendo formalmente aprire un analogo iter per via del numero ridotto di addetti coinvolti, rischiano comunque il posto.

“La cooperativa Cfp, avendo solo due lavoratori coinvolti in questo processo, non ha la possibilità di aprire la stessa procedura, ma sarà obbligata a cercare una collocazione in un altro cantiere. Nel caso non venisse trovata una soluzione, anche i due lavoratori di Cfp perderanno il posto di lavoro”.

Il termine fissato è imminente: “A partire da domenica 1° marzo 2026, 11 persone saranno espulse dal mondo lavorativo”. Una prospettiva che, secondo i sindacati, deriva dalla decisione di Conserve Italia di internalizzare il servizio di pulizie industriali finora affidato in appalto alle cooperative. “Questo avverrà perché Conserve Italia ha comunicato ad Ageste e Cfp la volontà di internalizzare il servizio di pulizie industriali. Senza assumere il personale”. Una scelta che le sigle giudicano grave, soprattutto alla luce delle modalità prospettate ai lavoratori. “In realtà – aggiungono i sindacati – Conserve Italia pare abbia proposto a questi lavoratori, durante una serie di colloqui avvenuti in questi giorni, di dimettersi volontariamente per essere poi assunti a tempo determinato proprio da Conserve Italia. E questo sarebbe anche peggio”.

La critica è netta: “Chiedere a lavoratori con decine di anni di lavoro alle spalle di trasformarsi in lavoratori stagionali dell’agricoltura, dal nostro punto di vista, è immorale”. Un comportamento che, secondo le organizzazioni sindacali, avverrebbe “in barba al patto per il lavoro regionale, sottoscritto anche da Conserve Italia, alla responsabilità sociale delle imprese, all’importanza di garantire stabilità occupazionale nei cambi di appalto”.

Nel corso dell’incontro previsto dalla procedura di licenziamento collettivo, Ageste ha accolto la proposta sindacale di attivare un ammortizzatore sociale temporaneo. “Ageste ha accolto la nostra proposta di attivare, come ammortizzatore sociale temporaneo, la Cassa Integrazione Straordinaria a seguito di parziale cessazione di attività. Di questo non possiamo che essere soddisfatti, ma non è la Cigs che può risolvere la questione”.

La richiesta delle sigle è chiara: “Come organizzazioni sindacali riteniamo necessario che Conserve Italia assuma a tempo indeterminato, proprio come prevede la legge in caso di internalizzazione di un servizio, tutto il personale impiegato in questo servizio”.

In mancanza di una risposta positiva, la vertenza potrebbe spostarsi sul piano legale: “Se Conserve Italia non dovesse rispondere positivamente a questa richiesta, riteniamo necessario che sia un giudice a dirimere la questione”.

La conclusione del comunicato è un atto di accusa diretto: “Non è pensabile che siano questi i comportamenti che un’azienda possa tenere. È inaccettabile che siano i lavoratori e le lavoratrici in appalto a subire questo tipo di scelte”.

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