Doppia assoluzione per l’ex vicesindaco Nicola Lodi e Alessandro Ferretti, amministratore della pagina Facebook di sponda leghista Ribellum, finiti a processo con le accuse di diffamazione aggravata e interferenze illecite nella vita privata, dopo la denuncia di un 21enne ferrarese per la registrazione di un video che lo riprendeva durante una delle “operazioni anti-degrado” dell’ex vicesindaco, quando ancora era segretario comunale della Lega, dentro ai palazzoni disabitati di via Scalambra.
La sentenza del giudice Sandra Lepore è arrivata durante la mattinata di giovedì 26 febbraio. Al termine della requisitoria, il pubblico ministero Andrea Maggioni, della Procura di Ferrara, aveva invece chiesto la condanna a un anno e otto mesi per Lodi e a quattro mesi per Ferretti.
Il fatto risale al 13 ottobre 2018. Nicola Lodi era già in campagna elettorale quando, insieme a un gruppo di simpatizzanti, a un fotografo e a un cronista di un giornale locale, raggiunse gli “scheletri” abbandonati nell’area vicina all’ex distilleria che, da tempo dismessi, erano diventati rifugi di fortuna per persone senza fissa dimora ed erano al centro delle segnalazioni dei residenti per la situazione di degrado. All’interno di una delle palazzine in stato di abbandono furono trovati due giovani intenti a fumare cocaina.
Uno dei due era un ragazzo ferrarese di 21 anni che, dopo aver lasciato l’abitazione dei genitori, viveva in quello stabile da circa 45 giorni. Secondo quanto riferito dal giovane, Naomo avrebbe assicurato di non riprenderlo né di registrarlo, per poi iniziare a rivolgergli alcune domande. A lui e all’amico avrebbe inoltre consigliato di rivolgersi a Viale K o al Sert per intraprendere un percorso di aiuto. Quell’intervista, corredata da fotografie – “pubblicate senza alcun accorgimento volto a rendere il viso irriconoscibile e contro la mia volontà”, lamentò il diretto interessato – comparve pochi giorni dopo sul quotidiano locale presente durante il sopralluogo. Il contenuto venne poi rilanciato su Facebook attraverso la pagina “Ribellum”, amministrata da Alessandro Ferretti.
Il giovane aveva quindi sporto querela nei confronti di Lodi, dei giornalisti presenti e degli amministratori della pagina “Ribellum”. Nella denuncia, il ragazzo riferì che, “visto l’atteggiamento arrogante e l’elevato numero di persone sconosciute”, aveva provato “un forte timore” e di essere stato “bersagliato da insistenti domande, rivolte con atteggiamento aggressivo e molesto”.
Per competenza territoriale l’indagine venne divisa in due tronconi: uno a Bologna – relativo alla posizione del fotografo e del giornalista, entrambi poi assolti – e uno a Ferrara. La Procura di Ferrara aveva inizialmente chiesto l’archiviazione per Nicola Lodi e Alessandro Ferretti. La parte offesa, assistita dall’avvocato Bernardo Gentile dello studio Anselmo, si oppose alla richiesta e il gip dispose per entrambi l’imputazione coatta per il reato di diffamazione aggravata. Successivamente, il pubblico ministero Andrea Maggioni modificò il capo d’imputazione, aggiungendo anche l’accusa di interferenze illecite nella vita privata.
“È una sentenza che non rende giustizia a un ragazzo che ha subito un torto, oltre che un grave danno. Parliamo di una vicenda in cui sono stati calpestati i diritti della persona, poi ognuno farà le proprie valutazioni. Noi attenderemo le motivazioni e poi decideremo quale strada prendere”, è il commento dell’avvocato di parte civile Gentile dopo l’assoluzione dei due imputati. “Prendiamo atto di una sentenza che evidentemente ha recepito le ragioni che riteniamo di aver sempre avuto e di aver sempre esposto al meglio delle nostre possibilità“, affermano invece gli avvocati Carlo Bergamasco e Flavio Cattabriga, difensori di Lodi e Ferretti, intercettati fuori dall’aula di tribunale.
Lo stesso Carlo Bergamasco infatti, nella propria arringa, aveva sostenuto che il video non avesse come bersaglio il 21enne, bensì “una classe politica che ha consentito che, per molteplici ragioni, si determinasse una sacca di marginalità in quella situazione”. Secondo il legale, l’operato di Nicola Lodi sarebbe stato “una rappresentazione oggettiva della realtà“, senza superare i limiti della continenza dettati dal diritto di cronaca e “senza alcuna chiave molesta, violenta o ingannatoria“. Bergamasco ha inoltre sottolineato come l’interesse pubblico fosse “innegabile” e ha aggiunto: “Non si può bollare come deriva securitaria la denuncia di una situazione di degrado”. Infine, la difesa ha evidenziato come durante nel processo, a proprio dire, mancasse la prova di un coinvolgimento diretto di Lodi nelle attività di montaggio e divulgazione del video. Di diverso avviso il pubblico ministero Andrea Maggioni, che – replicando – aveva definito “illogica” la ricostruzione difensiva, richiamando il fatto che lo stesso Lodi avesse parlato dell’iniziativa come di una mossa di “propaganda politica“.
“È una sentenza che aspettavo con grande fiducia. Ho sempre ritenuto, insieme al mio avvocato, che il diritto di cronaca resti tale e non possa essere messo in discussione. In questa vicenda, com’è stato fatto altre volte, ho visto una strumentalizzazione politica attraverso l’uso della magistratura, e oggi finalmente si è fatta chiarezza” è il pensiero fuori dall’aula di Nicola Lodi. “Nel denunciare il problema di via Scalambra non c’era nulla di strumentalizzante e di violento, così come nessuna volontà di offendere quel ragazzo. Mi fa piacere sapere che abbia intrapreso un percorso riabilitativo e aggiungo che forse proprio grazie a quel servizio, lui e i suoi genitori – che abbraccio – hanno trovato il coraggio di iniziare quel percorso” aggiunge.
L’ex vicesindaco non manca di tirare una frecciata all’avvocato Fabio Anselmo, che comunque – è bene sottolinearlo – non ha mai trattato in prima persona il caso, essendosene sempre occupato il collega di studio Bernardo Gentile: “Dal punto di vista giuridico, lo dico in maniera chiara anche all’amico Anselmo, che questa mattina ho salutato, anche se lui mi ha tolto il saluto: anche questa è stata una sua strumentalizzazione politica, non mia. Sono felice e soddisfatto. Ora andiamo avanti“.
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