Troppi incidenti su corso Isonzo: “Qui serve la zona 30”
Occhi puntati su corso Isonzo, che con gli oltre 200 incidenti gravi avvenuti lungo il suo percorso negli ultimi vent’anni, andrebbe trasformata subito in una zona 30
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Dopo mesi di notizie negative per Berco arriva un segnale positivo: le Rsu di Fiom, Fim e Uilm hanno firmato l'interruzione dei contratti di solidarietà
I carabinieri hanno avviato le ricerche per un 17enne allontanatosi da una casa famiglia ad Argenta in cui risiede
È fissato per venerdì 27 febbraio l'ultimo saluto a Bruno Osti, il pescatore 47enne di Gorino che - lo scorso venerdì, 13 febbraio - è stato recuperato senza vita in mare, dopo che - nella nottata tra martedì 27 e mercoledì 28 gennaio - aveva fatto perdere le proprie
Mattinata movimentata, quella di mercoledì 25 febbraio, per le pattuglie della Polizia Locale dell'Alto Ferrarese, impegnate in una doppia operazione sul territorio che ha portato alla denuncia di un autista per porto abusivo di arma e al recupero di un veicolo oggetto di furto
Copparo. Una sala Alda Costa gremita ha accolto martedì sera l’iniziativa pubblica promossa dal Comitato copparese per il No al referendum costituzionale.
L’incontro, coordinato dall’avvocata Valentina Bordonaro e introdotto da Patrizia Bertelli che ha portato i saluti delle associazioni e dei partiti locali che compongono il comitato, ha visto la partecipazione di relatori di primo piano: il giudice civile del Tribunale di Ferrara Vincenzo Cantelli e l’avvocato Fabio Anselmo, che hanno offerto un’analisi tecnica e politica della riforma oggetto del referendum.
Ad aprire i lavori è stato il giudice Vincenzo Cantelli, che ha delineato i tratti tecnici della riforma costituzionale, evidenziando come essa preveda, tra gli altri aspetti, la duplicazione del Consiglio Superiore della Magistratura e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. Cantelli ha illustrato le implicazioni ordinamentali di tali modifiche, chiarendo la portata strutturale degli interventi previsti sull’assetto della magistratura.
Su sollecitazione della moderatrice, il giudice ha poi affrontato il tema degli effetti concreti della riforma sul funzionamento dei tribunali, affermando che “non vi sarebbero benefici concreti in termini di riduzione dei tempi della giustizia, semmai prioritariamente di aumento dei costi per i cittadini in virtù della moltiplicazione delle strutture”. Cantelli ha supportato le proprie argomentazioni con esempi concreti tratti dall’esperienza giudiziaria, evidenziando come le criticità del sistema giudiziario risiedano altrove e non vengano affrontate dalla riforma proposta.
Nel suo intervento, l’avvocato Fabio Anselmo ha espresso una forte preoccupazione per le conseguenze istituzionali della riforma, affermando che essa “mette a rischio la tenuta democratica del Paese”. Anselmo ha evidenziato come la riforma venga presentata sul piano comunicativo come una misura finalizzata alla separazione delle carriere, “facendo leva su una presunta e illogica comunanza tra funzioni, mentre in realtà tale separazione è già stata ampiamente realizzata nell’ordinamento vigente, portando i numeri concreti della riforma Cartabia sul punto”. Secondo Anselmo, la riforma nasconderebbe invece un diverso obiettivo: quello di “collocare il pubblico ministero sullo stesso piano dell’avvocato difensore, alterandone la funzione costituzionale”. “In questo modo si finisce per creare un pubblico ministero chiamato a produrre condanne, e non a ricercare la verità. Non è questa l’idea di giustizia che vogliamo”, ha affermato.
L’avvocato ha inoltre richiamato episodi concreti, come i fatti di Rogoredo, per sottolineare i rischi connessi all’attribuzione del potere di riformare l’ordinamento giudiziario “a una classe politica che ha dato ampia prova di agire con finalità propagandistiche”. “Mettere l’ordinamento giudiziario nelle mani di chi si è lanciato in difese mediatiche per fini propagandistici rappresenta una scelta grave che come cittadini dovremmo evitare. É la politica che ha dimostrato di inquinare la magistratura, non viceversa”, ha dichiarato.
Anselmo ha quindi rivolto un appello alla partecipazione democratica, invitando i cittadini a non scegliere l’astensione: “Comprendo le ragioni di chi è sfiduciato dalla politica, ma invito tutti a riflettere sull’effetto concreto del proprio voto, trattandosi di un referendum confermativo. La partecipazione è un elemento essenziale della democrazia”.
Nel corso della serata è stato ribadito come, secondo i relatori, l’approvazione della riforma comporterebbe il rischio di un ordinamento giudiziario maggiormente esposto alle influenze del potere politico.
L’iniziativa si è conclusa con un ampio confronto con il pubblico, a testimonianza dell’interesse e della consapevolezza civica che il tema suscita.
Il comitato copparese sarà in piazza tutti i weekend con i banchetti informativi.
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