Politica
25 Febbraio 2026
La maggioranza difende conti e investimenti, le minoranze parlano di documento “difensivo” e di una città in difficoltà, tra casa, sicurezza ed economia locale

Bilancio approvato tra ‘applausi’ e scontro politico

di Redazione | 5 min

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di Tommaso Piacentini

Luce verde: con 19 voti favorevoli e 12 contrari, il Consiglio comunale ha approvato il Bilancio di previsione per gli esercizi 2026-2028. Rapidamente, a seduta conclusa, è arrivato il commento compiaciuto del sindaco Alan Fabbri: Un bilancio responsabile, fondato sui numeri, e di visione, in continuità con il progetto avviato dal 2019. L’obiettivo è quello di investire sul territorio, guardando al futuro della città, per una Ferrara più attrattiva, sicura, sostenibile, attenta ai giovani e alle famiglie”. “Proseguiamo con un investimento importante sul territorio – continua nella nota il primo cittadino -: saranno potenziate le opere pubbliche, con attenzione alla riqualificazione urbana, al decoro, al verde e alla sicurezza, per una valorizzazione a tutto tondo della città”.

Come riportato anche nella nota ufficiale al termine del Consiglio, nel prossimo triennio “il livello degli investimenti resterà elevato”: nel piano delle opere pubbliche 2026-2028 sono previsti oltre 80 milioni di euro complessivi, di cui circa 44 milioni solo nel 2026. Per l’annualità 2026, a fronte di una spesa complessiva pari a 264 milioni di euro, saranno 107 i milioni destinati a investimenti sul territorio, mentre la spesa corrente sarà pari a 157 milioni. Di questi, 34,5 milioni riguarderanno il piano delle opere pubbliche tra riqualificazioni, nuove strade, manutenzioni e progettazioni, 53,8 milioni saranno destinati ai servizi, 15,9 milioni ai contratti di servizio e 10,8 milioni alle spese generali quali utenze, pulizie e assicurazioni. La spesa per il personale ammonterà a 41,4 milioni di euro”.

Diverso il pensiero dell’opposizione, che si è vista respingere i 7 emendamenti e le 15 risoluzioni a eccezione delle due proposte dalla lista civica Anselmo – che toccavano vari punti del documento programmatico, tra cui due misure di sostegno agli sfollati dell’emergenza grattacielo.

L’emergenza, infatti, è stato il leitmotiv di quasi tutti gli interventi dei consiglieri comunali di minoranza, a partire da quello del consigliere Enrico Segala (Pd) con cui si è aperto il Consiglio di ieri (24 febbraio): il dem ha parlato di un documento di programmazione “difensivo” soprattutto nell’ambito del sociale, ambito in cui “il bilancio resta invariato” e dove “cresce la pressione sull’emergenza abitativa”.

“Se non fosse stato per il terzo settore noi avremmo avuto 300 persone per strada, a dormire sotto i portici” ha dichiarato Segala, che ha concluso il suo intervento con una nota amara: “Il disagio sociale è in aumento e a Ferrara cresce la guerra tra i poveri e, a volte, ai poveri”.

Una politica frutto di “un’impostazione ideologica del laissez faire” secondo il consigliere Leonardo Fiorentini (civica Anselmo), che, tra le altre, sarebbe stata applicata alle emergenze sociali – il consigliere cita il caso dei fogli di via ai senza fissa dimora – e al mondo dello sport – “avete abbandonato persino i tifosi della Spal”.

Sulla necessità di ritornare a una vera dialettica democratica si è incentrato l’intervento del consigliere Massimo Buriani (Pd), che, ricordando la domanda del consigliere Rendine sulle migliori condizioni della città con l’avvicendarsi dell’Amministrazione Fabbri, ha richiamato la necessità del rispetto dell’opinione altrui: “Se chiedi ai cittadini con una diversa opinione politica se Ferrara oggi è più sicura, ricca, ha più occasioni di lavoro per i giovani, ha più case, le risposte non sono univoche – ha dichiarato il dem -. Chiediamo ai cittadini di piazza Ariostea se sono contenti di avere i concerti fino a tarda notte sotto le loro case”.

Denunciare le incoerenze e le contraddittorietà tra dup e bilancio è il punto sostenuto dal consigliere Matteo Proto (Pd), in particolare su alcuni obiettivi definiti dallo stesso consigliere come “irraggiungibili”: “Città ‘sicura’ con problemi di sicurezza, di furti e spaccio; ‘sostenibile’ con la problematica grattacielo; ‘dei giovani’ a fronte di una città sempre più vecchia; ‘universitaria’ con i giovani Erasums che hanno dormito in stazione e poi sono tornati a casa”. “Ieri sono stati citati i dati del turismo – ha proseguito Proto – , che sarebbero sopra la media italiana. Un dato positivo ma che va soppesato sull’attività del turismo che ha uno scarso valore aggiunto”. Secondo il dem, infatti, sarebbero altri gli indicatori da prendere in considerazione: “Pil più basso dello 0,2% rispetto all’epoca pre-Covid, 0,49% in meno di imprese e il 52° posto nel rapporto sulla qualità della vita de Il Sole 24 Ore”.

La replica dell’assessore al Bilancio Matteo Fornasini non ha tardato ad arrivare e ha richiamato la favola esopica della volpe e della formica: “Spesso le persone denigrano ciò che non riescono ad avere. Come la volpe, anche alcuni consiglieri, quando non riescono ad ammettere l’evidenza, accusano le circostanze senza interrogarsi e senza valutare la situazione con obiettività e realismo”.

“I numeri, invece, parlano chiaro – ha dichiarato Fornasini – e dimostrano che prima del 2019 non erano mai stati raggiunti i risultati ottenuti ora, sia in termini di investimenti realizzati che di indebitamento sotto controllo, molto più basso di quello che ci è stato lasciato”.

L’assessore ha poi attaccato gli emendamenti dei partiti di minoranza, dipingendoli come privi di una sostanziale modifica al Bilancio e in numero tanto ristretto da confermarne la validità: “Sette emendamenti che, se approvati, inciderebbero sul bilancio comunale per circa un milione e centomila euro, a fronte di un bilancio complessivo che, per il solo 2026, ammonta a 264 milioni di euro. Parliamo di niente: si tratta di una percentuale pari a circa lo 0,4% del totale complessivo della progettualità da noi proposta”.

La consigliera Anna Zonari (La Comune di Ferrara) è intervenuta opponendosi a questa visione di idee: “Non è un atteggiamento che predispone al rispetto: presentare solo alcuni emendamenti si fa a titolo esemplificativo, altimetri bisognerebbe spendere giorni e giorni per farne. Lo farei se ognuno valutasse in libertà di coscienza punto per punto, ma non mi sembra ci sia questa predisposizione”.

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