Il conto è servito. Il bilancio di previsione 2026-2028 del Comune di Ferrara vale 264 milioni di euro e punta forte sugli investimenti: più di 100 milioni solo nel 2026, tra nuove opere e cantiere già finanziati che entrano nel vivo. A illustrarlo in Consiglio è stato l’assessore Matteo Fornasini, al termine di un iter che ha già incassato il parere favorevole, senza rilievi, del collegio dei revisori.
La manovra si muove in un contesto di costi in aumento – oltre 2 milioni di rincari per beni e servizi – e con accantonamenti prudenziali per il rinnovo del contratto dirigenziale pari a 1 milione del 2026, 1,8 milioni nel 2027 e 2,4 milioni nel 2028. Nonostante questo, l’impianto resta espansivo sugli investimenti e invariato sulle principali leve fiscali.
La spesa corrente si attesta a 157 milioni, mentre gli investimenti arrivano a 107 milioni: di questi, circa 44 milioni sono nuovi interventi nel 2026, mentre quanti 60 milioni derivano da opere già finanziate negli anni scorsi e ora in fase esecutiva, comprese progettualità legate al Pnrr.
Sul fronte delle entrate, le tributarie valgono quasi 89 milioni di euro. Il gettito Imu ordinario si aggira sui 33 milioni nel 2026, con una crescita prevista nel biennio successivo anche grazie al recupero dell’evasione, che nel 2025 ha toccato quasi 7,5 milioni e che nel triennio viene stimato in 5,5 milioni l’anno. I trasferimenti pubblici ammontano a quasi 87 milioni, di cui 25 dal Fondo di solidarietà comunale, mentre le entrate extratributarie sfiorano i 40 milioni.
La Giunta conferma la riduzione dello 0,1% dell’Imu sui terreni agricoli e l’azzeramento sui fabbricati rurali strumentali, oltre alle agevolazioni per la Zona logistica semplificata, con Imu azzerata per i nuovi insediamenti produttivi e oneri di urbanizzazione ridotti. Nel triennio sono previsti anche 900 mila euro per bandi a sostegno di imprese, agricoltura, commercio e artigianato.
Nel 2026 il piano delle opere vale quasi 35 milioni, a cui si sommano 9 milioni di altri investimenti. Quasi 9 milioni andranno a viabilità, manutenzioni straordinarie; 6,4 milioni ai beni culturali, con interventi sul Cinema Boldini (800 mila euro) per esempio e rigenerazione dell’ex Amga (2,3 milioni). L’edilizia poi assorbe circa 16 milioni, con il Mercato Coperto che da solo vale 10,2 mlioni, mentre 820 mila euro finanziano la riqualificazione del Palaboschetto.
Sul fronte ambientale spiccano 9,4 milioni per autobus elettrici e a idrogeno, 1,3 milioni per il completamento del Central Bosc e 1,2 milioni per manutenzioni straordinarie del verde.
Dal 2019 al 2025 il Comune ha liquidato oltre 233 milioni di euro in opere pubbliche, di cui circa 100 milioni con risorse proprie e 132 milioni da contributi esterni. Parallelamente il debito è sceso da oltre 81 milioni a 68 milioni attuali.
Importante anche il capitolo cultura e turismo. Per il sistema museale (tra Palazzo Schifanoia, Casa Ariosto, Museo della Cattedrale e Castello Estense) sono previsti oltre due milioni nel 2026. Alla Fondazione Ferrara Arte vanno 1,4 milioni; alla Fondazione Teatro Comunale 3,8 milioni.
Per quanto riguarda il sociale, il contratto con Asp ammonta a 7,5 milioni, ma la spesa complessiva del settore sale quasi a 18 milioni nel 2026, contro i 15 del 2021. Dal 2020 al 2026 sono stati destinati 3,45 milioni al recupero di alloggi comunali, con 376 appartamenti riqualificati, a cui si aggiungono quasi 2,5 milioni regionali per ulteriori 163 alloggi Erp.
Chiude il capitolo digitalizzazione: 400 mila euro per cybersecurity, oltre che 90 mila euro per videosorveglianza e 312 mila per agenda digitale.
Una manovra che, come sottolinea Fornasini, punta a tenere insieme opere pubbliche, sostegno sociale e alleggerimento fiscale, rivendicando un dato politico preciso: investimenti elevati e debito in calo.
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