Cronaca
24 Febbraio 2026
L'esposto relativo all'allenatrice dell'Asd Estense Otello Putinati è finita sulla scrivania del pm Maggioni. Parlano attuali ed ex atlete: "Mai riscontrati abusi. Ci ha aiutato nelle difficoltà"

Ginnastica ritmica, anche la Procura ha indagato Ghetti. Si va verso l’archiviazione

di Davide Soattin | 5 min

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È già in fase di archiviazione l’inchiesta che la Procura di Ferrara aveva aperto, lo scorso anno, nei confronti di Livia Ghetti, storica allenatrice dell’Asd Estense Otello Putinati che, in queste ore, è finita al centro delle cronache locali e nazionali per le pesanti contestazioni mosse verso di lei dal tribunale federale della Federazione Ginnastica d’Italia, che l’accusa di aver “insultato“, “umiliato” e “aggredito fisicamente” le proprie atlete, alcune delle quali ancora minorenni.

I presunti abusi sono stati messi nero su bianco nella sentenza 1/2026 con cui l’Asd Estense Otello Putinati, a differenza di quanto riportato lo scorso 22 febbraio dal nostro giornale, non è stata condannata per i comportamenti contestati all’allenatrice, ma per “mere contestazioni amministrative” dice l’avvocato Elisabetta Marchetti che la difende. Contestazioni per cui l’Asd “per mere ragioni di opportunità, ha ritenuto di concordare con la Procura Federale l’applicazione di una sanzione pecuniaria senza alcuna sospensione dell’attività sportiva” ha proseguito il legale.

In particolare, l’Estense Otello Putinati – si legge nella sentenza – è stata condannata per aver omesso di diffondere ed applicare il Regolamento e le Safeguarding Policy nonché informare i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale delle ginnaste minorenni del nominativo del responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni.

Dopo la denuncia alla Procura Federale, l’esposto era arrivato anche sulla scrivania del pm Andrea Maggioni che però, dopo aver effettuato tutti gli accertamenti necessari, ha ritenuto di procedere con la richiesta di archiviazione dell’indagine a carico dell’allenatrice, non avendo riscontrato alcun profilo di responsabilità a livello penale.

“Sono una persona che ha dedicato la propria vita a questo sport, ottenendo sempre grandissimi risultati” ha affermato Ghetti, contattata dalla nostra redazione. “Quelle che mi vengono mosse sono accuse davvero pesantissime” ha aggiunto, sottolineando che “nella ginnastica ritmica è diventata una moda denunciare“. “Siamo una squadra vincente e abbiamo delle regole – ha proseguito – ma mai e poi mai sono arrivata a picchiare e insultare le mie atlete. Nemmeno per sogno“.

Ghetti, così come riferito dall’avvocato Elisabetta Marchetti, sta “affrontando serenamente il processo sportivo” aperto nei suoi confronti, continuando a preparare le proprie ginnaste per le prossime sfide. “Finché la Federazione me lo permetterà, continuerò ad allenare. Abbiamo già in programma un campionato importante per cui stiamo lavorando. Non so cosa succederà, ma finché il processo non sarà terminato – ha continuato – e non ci sarà il verdetto, andrò avanti come sempre ho fatto”.

Intanto arrivano testimonianze di stima e di affetto nei confronti dell’allenatrice, da parte di alcune delle sue attuali ed ex allieve. “Mi dispiace sentire tutte queste accuse verso una persona che si è sempre preoccupata per le sue ginnaste ed è sempre stata disponibile. Mi sono trasferita a Ferrara per allenarmi con Livia, sono qui da ormai cinque anni e mi sono sempre trovata bene. Credo che se l’ambiente fosse stato così tossico come viene descritto, non avrei esitato a lasciare la palestra” scrive una di loro.

Le fa eco un’altra giovane: “Io ho 17 anni e sono in palestra da più di dieci, quotidianamente per tante ore al giorno. Trovo che questo ambiente mi abbia insegnato molto e sono grata a tutte le mie allenatrici e Livia Ghetti é una di queste. Non ho mai riscontrato abusi, anzi sono stata spesso aiutata quando ero in difficoltà. Mi dispiace leggere certi commenti e certe accuse che io non sento vicine alla mia esperienza. Ho scritto solo per esprimere la mia opinione, e quella delle mie compagne, spero che nessuno si senta offeso da ciò“.

“Sono un ex, molto ex ginnasta della Putinati. Ho fatto parte – dice un’altra ancora – di quella che possiamo definire la prima squadra che ha dato il via alle innumerevoli vittorie della società grazie a Livia Ghetti. La ginnastica ritmica è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Mi ha formato soprattutto come persona. Quella descritta non corrisponde assolutamente a quella che è Livia alla quale sarò sempre grata per quello che mi ha insegnato nello sport e nella vita”.

C’è anche chi la considera come una di famiglia: “Io sono un ex ginnasta della Putinati ho passato dentro quella palestra più di 12 anni della mia vita e credo che una persona che mi abbia educata e aiutata con tutti i mezzi possibili a superare difficoltà, anche e soprattutto fuori dalla pedana non ci sia. Spesso credo si confonda la serietà e il rigore con la violenza che dentro quelle mura non esiste assolutamente. Livia Ghetti è una persona che mi è sempre stata accanto nei periodi più difficili della mia vita: parlate della stessa persona che il giorno della mia maturità era l’unica ad aspettarmi a braccia aperte all’uscita, mentre i miei genitori erano al funerale della mia nonna per non fare in modo che vivessi quel giorno così importante da sola, e potrei raccontare altre mille storie del genere.  Spesso l’insoddisfazione porta ad incolpare chi colpe non ne ha”.

“Questi commenti – dice l’avvocato Vincenzo Bellitti, che assiste Ghetti insieme alla collega Marchetti – sono una sentenza di larga vittoria che certifica quanto fatto da Livia nella propria vita, come allenatrice ed educatrice di ragazze, alcune campionessa altre no. Ma soprattutto certificano la figura e la persona che è stata ed è questa donna, che ha annullato la propria vita per questa disciplina. Questo vale molto di più di una sentenza di qualsiasi ente giudicante interpellato”.

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