Sette emendamenti e quindici risoluzioni: nella discussione sul bilancio di previsione 2026-2028, l’opposizione e le minoranze hanno provato a spostare l’asse del dibattito dalle cifre complessive alle priorità politiche. E se da un lato sono arrivate proposte su lavoro, welfare, personale e cultura, dall’altro un tema ha dominato l’aula più di tutti: il Grattacielo, con lo sgombero e le ricadute abitative e sociali che – per i consiglieri – non possono essere archiviate come “questione privata”.
Il passaggio più teso si è registrato con l’intervento del dem Davide Nanni, che ha legato apertamente la manovra alla “vicenda Grattacielo” e all’emergenza abitativa. Il suo emendamento chiede di aumentare la voce “contributi per l’autonoma sistemazione dei nuclei familiari sfollati” portandola da 14 mila a 200 mila euro per il 2026, ribadendo che gli sfollati “sono ancora sfollati” e che le famiglie hanno bisogno di un supporto immediato, anche per evitare la spirale di chi si trova a pagare insieme mutuo e affitto.
La copertura proposta è politicamente pesante: una riduzione dei trasferimenti al Teatro Comunale, indicati nel 2026 a 3,8 milioni di euro e giudicati dal consigliere “ampiamente variabili” alla luce degli assestamenti e incrementi già registrati in passato.
Sempre Nanni ha presentato anche un secondo emendamento sul Palio: confermati 600 mila euro per il 2026, la previsione calerebbe a 300 mila per 2027 e 2028. Da qui la proposta di rafforzare la voce delle “prestazioni di servizi” portandola da 130 mila a 250 mila euro per 2027 e 2028, con un aumento di 120 mila, ancora una volta attingendo in parte ai trasferimenti al Teatro (1,9 milioni stimati nel ’27-’28) e in parte con 20 mila euro da contributi vari legati alle relazioni con i cittadini e il territorio.
Sul Grattacielo è tornato anche Massimo Buriani (Pd), con un emendamento che definisce lo sgombero “un fatto nuovo” capace di far esplodere carenze abitative e sociali già presenti. La sua proposta punta sul recupero di alloggi Erp: incremento di 346 mila euro nel 2026 e 346 mila anche negli anni successivi, portando la voce per il 2026 da 325 mila a oltre 600 mila euro.
La consigliera Anna Chiappini (Pd) ha invece parlato di “operatività” e non di ‘opere’: 100 mila euro per potenziare lo Sportello sociale unico integrato (Ssui) tramite trasferimento ad Asp e assunzioni, motivando la proposta con l’evidente sottodimensionamento emerso durante lo sgombero del Grattacielo.
Con la chiusura degli emendamenti, la discussione è entrata nella partita delle risoluzioni, dove la questione Grattacielo è diventata ancora più centrale. Anna Zonari del gruppo La Comune ha presentato due atti direttamente legati alle ordinanze di evacuazione: il primo chiede soluzioni temporanee per garantire un collegamento mattutino verso la stazione dei treni a chi è ospitato all’ex San Bartolo , ricordando che la prima corsa utile della linea 6 parte alle 5:48 e che molti lavoratori devono prendere il mezzo già dalle 5, con il rischio concreto di perdere l’impiego.
Il secondo impegna il Comune a sostenere economicamente l’accoglienza Caritas, chiedendo un contributo almeno fino al 30 giugno 2026 per non lasciare il volontariato da solo a reggere una soluzione che rischia di protrarsi a lungo.
Più in generale, durante la discussione, Nanni ha sostenuto che la capacità di investimento “crolla” dopo il 2026 e che gli equilibri futuri si reggerebbero su entrate non ricorrenti e su scelte che scaricano peso su imposte e tariffe. Zonari ha insistito su un punto politico: la fotografia della spesa in investimenti che scende dai 106 milioni del 2026 a 25 nel 2028 sarebbe il segno di una dipendenza strutturale dal Pnrr e di una mancanza di strategia per mantenere gli investimenti.
Entrambi hanno collegato questo quadro alla questione casa, definendo l’emergenza abitativa – esplosa con lo sgombero del Grattacielo – come una frattura che il bilancio, a loro giudizio, non affronta con risorse adeguate.
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