Portomaggiore. Il gruppo consiliare di maggioranza del Comune di Portomaggiore porterà nel prossimo Consiglio comunale del 2 marzo un ordine del giorno dedicato alla tracciabilità dell’origine dei prodotti agricoli e alimentari. L’atto sarà presentato tramite l’assessore all’agricoltura Enrico Belletti e nasce da un’iniziativa sindacale promossa a livello nazionale da Coldiretti.
L’obiettivo è sostenere la richiesta di modifica della disciplina sull’origine doganale dei prodotti, ritenuta non sufficientemente chiara nel distinguere tra materie prime italiane e prodotti solo trasformati in Italia. L’attuale normativa, infatti, consente di definire italiano un alimento quando subisce nel Paese una lavorazione considerata sostanziale ed economicamente giustificata, anche se le materie prime provengono dall’estero.
Secondo i promotori, questa impostazione rischia di non garantire piena trasparenza ai consumatori e di creare uno squilibrio tra produttori che utilizzano filiere interamente nazionali e quelli che importano ingredienti dall’estero mantenendo comunque il marchio d’origine italiana dopo la trasformazione.
L’assessore Belletti sottolinea la valenza territoriale della proposta: “La battaglia di Coldiretti per la modifica del codice doganale ha ricadute positive anche locali e si inserisce nel solco dell’attività di valorizzazione delle nostre produzioni agricole ed agroalimentari che questa amministrazione sta portando avanti durante questo mandato.”
Il tema, prosegue Belletti, riguarda anche la difesa delle tipicità locali: “Le eccellenze dei nostri produttori devono essere maggiormente tutelate e garantite da possibili forme di concorrenza sleale e da una normativa europea che rischia di svuotare di significato il concetto stesso di Made in Italy.”
L’amministrazione collega l’iniziativa anche ai progetti in corso sul territorio: “A breve saranno presentati i primi prodotti a marchio De.Co. del Comune di Portomaggiore (Denominazione di origine comunale) ed il relativo marchio e gli sforzi per sostenere queste produzioni non possono essere vanificati da ambiguità legislative e lessicali che creano solo confusione.”
L’ordine del giorno sarà dunque discusso nella seduta del 2 marzo, con l’intento di esprimere un sostegno politico locale a una vertenza che coinvolge l’intero sistema agricolo nazionale e il futuro della tutela del vero made in Italy.
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